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	<title>Connectivity Archives - Studio Legale De Berti Jacchia Franchini Forlani</title>
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	<title>Connectivity Archives - Studio Legale De Berti Jacchia Franchini Forlani</title>
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		<title>LE PROPOSTE DELLA COMMISSIONE PER UN’EUROPA PIÙ DIGITALE</title>
		<link>https://www.dejalex.com/2024/06/proposte-infrastruttura-digitale-commissione-europea/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[marketude]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Jun 2024 10:06:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Connectivity]]></category>
		<category><![CDATA[Digital/Tech]]></category>
		<category><![CDATA[EU and Competition]]></category>
		<category><![CDATA[IT & TMT]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Stillo]]></category>
		<category><![CDATA[Publications]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1" height="1" src="https://www.dejalex.com/wp-content/uploads/2017/03/000000-0.0.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />[x_icon type="tag"] EU and Competition, Connectivity, IT&TMT, Digital/Tech</p>
<p>The post <a href="https://www.dejalex.com/2024/06/proposte-infrastruttura-digitale-commissione-europea/">LE PROPOSTE DELLA COMMISSIONE PER UN’EUROPA PIÙ DIGITALE</a> appeared first on <a href="https://www.dejalex.com">Studio Legale De Berti Jacchia Franchini Forlani</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="1" height="1" src="https://www.dejalex.com/wp-content/uploads/2017/03/000000-0.0.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><p>In data 21 febbraio 2024, la Commissione ha presentato il Libro bianco sulle esigenze dell’Europa in termini di infrastruttura digitale<a href="#_ftn1" name="_ftnref1"><sup>[1]</sup></a>, una serie di proposte volte a promuovere l’innovazione, la sicurezza e la resilienza delle infrastrutture digitali nell’Unione, di modo che i cittadini europei possano beneficiare di luoghi di lavoro più sicuri ed efficienti sotto il profilo energetico, trasporti meno costosi e più puliti, una migliore assistenza sanitaria nonché una riduzione intersettoriale dell&#8217;impronta ambientale in ambito digitale.</p>
<p>Il Libro bianco si inserisce nell’ambito del c.d. “<em>Digital Decade</em>”, un programma promosso dalla Commissione al fine di promuovere la trasformazione digitale degli Stati Membri nel corso del prossimo decennio e di affrontare una serie di sfide chiave nel campo della tecnologia e dell’innovazione digitale<a href="#_ftn2" name="_ftnref2"><sup>[2]</sup></a>. A tale scopo, la Commissione ha, tra le altre cose, promosso un quadro normativo per incentivare l’introduzione di reti Gigabit<a href="#_ftn3" name="_ftnref3"><sup>[3]</sup></a>, introdotto nuove iniziative per canalizzare gli investimenti pubblici e privati e stimolare la produzione e l’innovazione in aree tecnologiche chiave<a href="#_ftn4" name="_ftnref4"><sup>[4]</sup></a> e avviato l&#8217;impresa comune &#8220;Reti e servizi intelligenti&#8221;, che svolge attività di ricerca e innovazione in materia di reti 5G e 6G avanzate<a href="#_ftn5" name="_ftnref5"><sup>[5]</sup></a>. In tale contesto, pertanto, il Libro bianco analizza le sfide che l&#8217;Europa si trova attualmente ad affrontare nell&#8217;installazione delle future reti di connettività, presentando possibili scenari per attrarre investimenti, promuovere l&#8217;innovazione, aumentare la sicurezza e realizzare un vero mercato unico digitale.</p>
<p>Il Libro bianco si articola in <u>tre pilastri</u>.</p>
<p>Il <u>primo pilastro</u> trova la sua <em>ratio</em> nel fatto che i recenti sviluppi tecnologici riguardanti, tra le altre cose, l&#8217;economia delle <em>app</em>, l&#8217;internet delle cose (<em>Internet of things</em>, IoT)<a href="#_ftn6" name="_ftnref6"><sup>[6]</sup></a>, l&#8217;intelligenza artificiale (<em>Artificial Intelligence</em>, AI) o nuove forme di distribuzione di contenuti faranno emergere nuovi modelli commerciali nel settore dei servizi di comunicazione elettronica che, a loro volta, spingeranno le imprese di diversi segmenti della catena del valore a collaborare al livello delle infrastrutture. I diversi settori, tuttavia, sono frammentati e, oltre a non avere dimensioni sufficienti, difettano di un approccio comune all&#8217;innovazione necessaria per fornire connettività e calcolo di prossima generazione. Di conseguenza, il Libro bianco prevede la creazione di una rete informatica collaborativa connessa (c.d. &#8220;rete 3C&#8221;), un ecosistema futuro che copre l&#8217;intero <em>continuum</em> di calcolo (dai semiconduttori e dalle tecnologie radio all&#8217;infrastruttura di connettività fino alla gestione dei dati e alle applicazioni). A tale fine, la Commissione può prendere in considerazione la possibilità di proporre <strong>progetti pilota su larga scala</strong> che, oltre ad istituire infrastrutture e piattaforme integrate da punto a punto e a riunire attori di diversi segmenti della catena del valore della connettività, verranno utilizzate per <strong>testare tecnologie e applicazioni innovative</strong>.</p>
<p>Il <u>secondo pilastro</u>, invece, trova la sua <em>ratio</em> nel fatto che, nonostante le diverse disposizioni introdotte nel Codice europeo delle comunicazioni elettroniche<a href="#_ftn7" name="_ftnref7"><sup>[7]</sup></a> in materia di regolamentazione dell&#8217;accesso e gestione dello spettro al fine di agevolare gli investimenti e ridurre gli oneri burocratici, i risultati non sono stati soddisfacenti a causa, da un lato, della complessità del quadro normativo e delle sue procedure e, dall’altro, del ritardo nel suo recepimento da parte di diversi Stati Membri. Di conseguenza, al fine di affrontare la convergenza del settore della connettività e dei servizi di comunicazione elettronica, il Libro bianco prende in considerazione la possibilità di ampliare l&#8217;ambito di applicazione e gli obiettivi dell&#8217;attuale quadro normativo per garantire parità di condizioni nonché diritti e obblighi equivalenti per tutti gli attori e gli utenti finali delle reti digitali. A tale scopo, bisognerà tenere conto della convergenza tecnologica tra telecomunicazioni e <em>cloud</em>, che sono soggetti a quadri normativi diversi, nonché dell’esigenza di garantire che tutti gli operatori che investono nelle infrastrutture digitali possano beneficiare delle dimensioni necessarie per effettuare investimenti massicci. Ciò, a sua volta, potrebbe comportare un approccio più armonizzato alle procedure di autorizzazione degli operatori delle telecomunicazioni, nonché una <em>governance</em> più integrata a livello europeo in relazione allo spettro.</p>
<p>Il <u>terzo pilastro</u>, infine, mira ad assicurare che le infrastrutture di rete e di calcolo di cui l’Unione ha bisogno per generare crescita economica e benefici per la società siano sicure. A tale scopo, il Libro bianco incoraggia <strong>l&#8217;installazione e il rafforzamento delle infrastrutture strategiche di cavi sottomarini</strong>. Più particolarmente, sulla base di un’apposita Raccomandazione<a href="#_ftn8" name="_ftnref8"><sup>[8]</sup></a>, si prevede un sistema di <em>governance</em> comune sulle infrastrutture di cavi sottomarini che comprenda, tra le altre cose, i) elementi aggiuntivi da prendere in considerazione per attenuare e affrontare i rischi, le vulnerabilità e le dipendenze del settore, ii) criteri riveduti per l&#8217;ammodernamento dei cavi esistenti o per il finanziamento di nuovi cavi, iii) un aggiornamento dell&#8217;elenco di priorità dei <strong>progetti riguardanti cavi di interesse europeo (<em>Cable Projects of European Interest</em>, CPEI)</strong><a href="#_ftn9" name="_ftnref9"><sup>[9]</sup></a>, e iv) ulteriori azioni volte a garantire la sicurezza delle catene di approvvigionamento e ad evitare la dipendenza da fornitori di Stati terzi ad alto rischio.</p>
<p>La palla passa ora agli <em>stakeholders,</em> che avranno tempo fino al 30 giugno 2024 per presentare le proprie osservazioni sugli scenari previsti dal Libro bianco, di cui la Commissione terrà conto nell’elaborazione delle future azioni politiche in ambito digitale.</p>
<p class="has-text-align-center" style="text-align: center;"><a href="https://www.dejalex.com/wp-content/uploads/2024/06/Articolo_Le-proposte-della-Commissione-per-unEuropa-piu-digitale.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><i  class="x-icon x-icon-download" data-x-icon-s="&#xf019;" aria-hidden="true"></i> Download Article</a></p>
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<div style="font-size: 10px;">
<p id="_ftn1">[1] Com. Comm. COM(2024) 81 final del 21.02.2024, <em>Come affrontare adeguatamente le esigenze dell&#8217;Europa in termini di infrastruttura digitale?</em>.</p>
<p id="_ftn2">[2] Per ulteriori informazioni si veda il seguente <a href="https://commission.europa.eu/strategy-and-policy/priorities-2019-2024/europe-fit-digital-age/europes-digital-decade-digital-targets-2030_en">LINK</a>.</p>
<p id="_ftn3">[3] Regolamento (UE) 2024/1309 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2024, recante misure volte a ridurre i costi dell’installazione di reti di comunicazione elettronica Gigabit, che modifica il regolamento (UE) 2015/2120 e abroga la direttiva 2014/61/UE, <em>GUUE L 2024/1309 del 08.05.2024.</em></p>
<p id="_ftn4">[4] Per ulteriori informazioni si veda il seguente <a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/ip_23_6246">LINK</a>.</p>
<p id="_ftn5">[5] Per ulteriori informazioni si veda il seguente <a href="https://digital-strategy.ec.europa.eu/it/policies/smart-networks-and-services-joint-undertaking">LINK</a>.</p>
<p id="_ftn6">[6] Ossia l’estensione di <em>internet</em> al mondo degli oggetti e dei luoghi concreti.</p>
<p id="_ftn7">[7] Per ulteriori informazioni si veda il nostro precedente contributo, disponibile al seguente <a href="https://www.lexology.com/library/detail.aspx?g=d60b5f04-92c4-496b-937c-01218e4722dd">LINK</a>.</p>
<p id="_ftn8">[8] Racc. Comm. C(2024) 1181 final del 26.02.2024, <em>Commission Recommendation on Secure and resilient Submarine Cable Infrastructures</em>.</p>
<p id="_ftn9">[9] Ossia progetti finanziati congiuntamente dal settore privato e dai governi nazionali al fine di garantire condizioni più agevoli.</p>
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		<item>
		<title>UN PASSO AVANTI NEL PROGETTO DEL DECENNIO DIGITALE. IL NUOVO PORTAFOGLIO EUROPEO DI IDENTITÀ DIGITALE</title>
		<link>https://www.dejalex.com/2023/09/portafoglio-identita-digitale-europa-futuro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[marketude]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Sep 2023 10:01:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Connectivity]]></category>
		<category><![CDATA[Data Protection and Cybersecurity]]></category>
		<category><![CDATA[Digital/Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Federico Aluigi]]></category>
		<category><![CDATA[IT & TMT]]></category>
		<category><![CDATA[Perspectives]]></category>
		<category><![CDATA[Publications]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto A. Jacchia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1" height="1" src="https://www.dejalex.com/wp-content/uploads/2017/03/000000-0.0.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />[x_icon type="tag"] Digital/Tech, Data Protection and Cybersecurity, Connectivity, Perspectives</p>
<p>The post <a href="https://www.dejalex.com/2023/09/portafoglio-identita-digitale-europa-futuro/">UN PASSO AVANTI NEL PROGETTO DEL DECENNIO DIGITALE. IL NUOVO PORTAFOGLIO EUROPEO DI IDENTITÀ DIGITALE</a> appeared first on <a href="https://www.dejalex.com">Studio Legale De Berti Jacchia Franchini Forlani</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="1" height="1" src="https://www.dejalex.com/wp-content/uploads/2017/03/000000-0.0.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" /><p style="font-weight: 400;">In data 28 giugno 2023 è stato raggiunto l’accordo politico provvisorio<a href="#_ftn1" name="_ftnref1"><sup>[1]</sup></a> tra Parlamento Europeo e Consiglio dell’Unione Europea sugli elementi chiave della proposta di Regolamento per un quadro giuridico sull&#8217;identità digitale europea<a href="#_ftn2" name="_ftnref2"><sup>[2]</sup></a> in attuazione del mandato politico del Consiglio europeo<a href="#_ftn3" name="_ftnref3"><sup>[3]</sup></a> e della presidente della Commissione europea<a href="#_ftn4" name="_ftnref4"><sup>[4]</sup></a>.</p>
<p style="font-weight: 400;">La proposta interviene sul Regolamento eIDAS<a href="#_ftn5" name="_ftnref5"><sup>[5]</sup></a> implementando il c.d. <em>European Digital Identity Wallet </em>(Portafoglio Europeo di Identità Digitale) nell’ambito del più ampio processo europeo di digitalizzazione e dematerializzazione con <em>focus </em>sull’identificazione degli utenti (c.d. <em>relying parties</em><a href="#_ftn6" name="_ftnref6"><sup>[6]</sup></a>) già avviato in alcuni Stati membri dal settembre 2018 (data di entrata in vigore del Regolamento eIDAS).</p>
<p style="font-weight: 400;">In estrema sintesi, la relazione di accompagnamento alla proposta evidenzia come questo strumento si renda necessario per risolvere alcune criticità del modello eIDAS di identificazione/autenticazione degli utenti, e per introdurre nuove funzionalità; ossia tre nuovi servizi fiduciari qualificati, la prestazione di servizi di archiviazione elettronica, i registri elettronici e la gestione di dispositivi per la creazione di firme e sigilli elettronici a distanza.</p>
<p style="font-weight: 400;">In pratica, oltre al miglioramento della funzione di riconoscimento dell’utente che vi abbia interesse, il sistema dovrebbe permettere di gestire buona parte della documentazione rilevante nel contesto europeo<a href="#_ftn7" name="_ftnref7"><sup>[7]</sup></a>, tanto nel settore privato quanto in quello pubblico (e.g. atto di nascita, diploma di laurea, patente di guida, dichiarazione dei redditi).</p>
<p style="font-weight: 400;">Inoltre, da un punto di vista operativo, l’architettura del sistema avrebbe il pregio di snellire alcuni procedimenti burocratici (e.g., l’apertura di un conto in banca, l’iscrizione ad un’università, la presentazione di dichiarazioni fiscali<a href="#_ftn8" name="_ftnref8"><sup>[8]</sup></a>, la emissione e conservazione di documenti di carattere sanitario<a href="#_ftn9" name="_ftnref9"><sup>[9]</sup></a>).</p>
<p style="font-weight: 400;">Per quanto attiene più precisamente alla esigenza di evolvere il modello eIDAS, la proposta agisce significativamente sui livelli di sicurezza e affidabilità, sulla fruibilità e sulla interoperabilità unionale dei servizi per gli utenti.</p>
<p style="font-weight: 400;">A tali fini, in sintesi la proposta di Regolamento dispone che:</p>
<ul>
<li>il <em>wallet </em>possa essere emesso da soggetti delegati o riconosciuti dagli Stati membri secondo una rigorosa procedura comune;</li>
<li>il soggetto emittente il <em>wallet</em> raccolga unicamente le informazioni necessarie per l’erogazione dei servizi, senza possibilità di elaborare i dati personali anche archiviati nel <em>wallet</em> inclusi quelli relativi all’utilizzo del servizio stesso o altri servizi, salvo consenso espresso dall’utente<a href="#_ftn10" name="_ftnref10"><sup>[10]</sup></a>. Verrebbe così assicurata maggiore tutela nella condivisione dei dati relativi all’identità dell’utente che rimarrebbero sotto il suo controllo esclusivo, in ossequio al principio di minimizzazione<a href="#_ftn11" name="_ftnref11"><sup>[11]</sup></a> ;</li>
<li>l’emissione del <em>wallet</em> avvenga, entro 12 mesi dall’entrata in vigore dei relativi atti di esecuzione dagli Stati membri<a href="#_ftn12" name="_ftnref12"><sup>[12]</sup></a>, nell’ambito di un regime nazionale di identificazione elettronica notificato, a seguito di una valutazione obbligatoria della conformità e di una certificazione volontaria nel contesto del quadro europeo di certificazione della cybersicurezza, per garantire un elevato livello di protezione dei dati<a href="#_ftn13" name="_ftnref13"><sup>[13]</sup></a>;</li>
<li>la conformità in termini di <em>cybersecurity</em> dei requisiti e delle tecniche previste per il portafoglio debbano essere certificate da specifici organismi di valutazione, accreditati ai sensi del <em>Cybersecurity Act</em><a href="#_ftn14" name="_ftnref14"><sup>[14]</sup></a> e designati dagli Stati membri. Sulla base delle informazioni provenienti da questi ultimi, la Commissione redige, pubblica e aggiorna un elenco dei <em>wallet.</em></li>
</ul>
<p style="font-weight: 400;">Al fine poi di prevenire frodi e assicurare l&#8217;autenticazione dei dati di identificazione personale e degli attestati elettronici di attributi del <em>wallet</em>, la proposta prescrive in capo alle parti facenti affidamento sulla certificazione un obbligo di comunicare<a href="#_ftn15" name="_ftnref15"><sup>[15]</sup></a> l’intenzione di volersi avvalere dei <em>wallet</em> attribuendo ad esse la responsabilità dell&#8217;esecuzione della procedura di autenticazione dei dati di identificazione<a href="#_ftn16" name="_ftnref16"><sup>[16]</sup></a>.</p>
<p style="font-weight: 400;">In merito all’utilizzo transfrontaliero del portafoglio, la proposta dispone che le <em>relying parties</em> private che forniscono servizi, ad eccezione delle piccole imprese, accettino anche il <em>wallet</em>, esclusivamente su richiesta volontaria dell’utente, nei casi in cui la normativa dell’Unione, nazionale o gli obblighi contrattuali impongano un’autenticazione forte dell’utente per l’identificazione <em>online</em><a href="#_ftn17" name="_ftnref17"><sup>[17]</sup></a>. Questa previsione interessa principalmente i servizi nei settori dei trasporti, energia, banche, servizi finanziari, sicurezza sociale, sanità, acqua potabile, servizi postali, infrastruttura digitale, istruzione e telecomunicazioni. Inoltre, viene previsto che nei casi di piattaforme <em>online</em> di dimensioni significative<a href="#_ftn18" name="_ftnref18"><sup>[18]</sup></a> richiedenti l’autenticazione per accedere ai relativi servizi, le stesse debbano accettare anche l’uso del <em>wallet</em>per l’autenticazione, esclusivamente su richiesta volontaria dell’utente e nel rispetto dei dati minimi necessari per lo specifico servizio per cui è richiesta l’autenticazione<a href="#_ftn19" name="_ftnref19"><sup>[19]</sup></a>.</p>
<p style="font-weight: 400;">In definitiva, il <em>wallet</em> dovrebbe consentire il riconoscimento e la raccolta di informazioni e di documenti di cittadini, residenti e imprese dell&#8217;Unione, assicurando la fruizione online e offline di servizi digitali pubblici e privati<a href="#_ftn20" name="_ftnref20"><sup>[20]</sup></a> in Europa, e garantendo elevati standard di sicurezza.</p>
<p style="font-weight: 400;">Sono dunque diversi i profili di potenziale interesse del sistema informatico d’identità digitale in via di implementazione, tra cui assumono particolare rilievo l’ampiezza di funzionalità e il valore giuridico delle informazioni e dei documenti gestiti.</p>
<p style="font-weight: 400;">Al di là delle tempistiche di emissione del <em>wallet</em> che paiono mal conciliarsi con l’idea stessa di sistema digitalizzato, soprattutto online, complessivamente è da accogliere con favore l’accordo politico del 28 giugno 2023 sulla proposta di regolamento.</p>
<p style="font-weight: 400;">I portafogli si pongono quale ulteriore e importante tassello nel complesso processo di deburocratizzazione e omogeneizzazione dei sistemi di pubblica amministrazione attraverso la transizione al digitale e specificamente alla digitalizzazione dei principali servizi pubblici nel più ampio e ambizioso programma politico del Decennio Digitale 2030<a href="#_ftn21" name="_ftnref21"><sup>[21]</sup></a>.</p>
<p style="font-weight: 400;">L’importanza si coglie appieno se si considerano alcuni fattori.</p>
<p style="font-weight: 400;">Tra questi vi è anzitutto il fatto che gli Stati membri hanno tutto l’interesse alla digitalizzazione della pubblica amministrazione, nello specifico ad azioni per favorire l’adozione dell’identità digitale, intanto perché essa rappresenta una delle misure degli investimenti del PNRR.</p>
<p style="font-weight: 400;">Inoltre, l’accordo politico e la proposta di Regolamento dovrebbero poter rappresentare una cartina di tornasole per sciogliere i nodi sulla centralità che la gestione dei dati personali e della loro sicurezza rivestono nell’attuale contesto internazionale; ove peraltro resta dibattuto il tema della conformità su base volontaria oppure obbligatoria del <em>wallet</em> al GDPR, nonché quello sulla monetizzazione di alcune funzionalità del portafoglio e sui “certificati qualificati di autenticazione dei siti web” (<em>Qualified website authentication certificates, </em>QWAC)<a href="#_ftn22" name="_ftnref22"><sup>[22]</sup></a>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Un primo concreto segnale di interesse all’attuazione della proposta si ricava dallo stanziamento di 46 milioni di euro nel programma “Europa Digitale”<a href="#_ftn23" name="_ftnref23"><sup>[23]</sup></a>. Difatti, la Commissione dovrebbe destinare tali fondi all’interno di quattro progetti pilota su vasta scala per testare il portafoglio dell&#8217;Unione in una serie di casi d&#8217;uso quotidiani, tra cui la patente di guida, la sanità elettronica, i pagamenti, i titoli di istruzione e le qualifiche professionali. I progetti, avviati il 1º aprile 2023, contribuiranno a migliorare le specifiche tecniche del portafoglio. Nello stesso senso, al fine di garantire che gli Stati membri siano pronti all’emissione del portafoglio entro il termine stabilito dal Regolamento, la Commissione sta lavorando con gli stessi su un <em>Toolbox</em> di aspetti tecnici per costruire il prototipo dell’app del portafoglio. La prima versione del <em>Toolbox</em>, pubblicata nel febbraio 2023, continuerà ad essere aggiornata<a href="#_ftn24" name="_ftnref24"><sup>[24]</sup></a> e diverrà uno strumento obbligatorio una volta concluso il processo legislativo sul quadro europeo dell’identità digitale.</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sia consentito da ultimo rammentare che l’Italia, grazie &#8211; tra gli altri &#8211; ai sistemi di identificazione/autenticazione SPID<a href="#_ftn25" name="_ftnref25"><sup>[25]</sup></a>, di firme digitali CadeS e PAdes<a href="#_ftn26" name="_ftnref26"><sup>[26]</sup></a>, di marcature temporali, di e-mail PEC, risulta tra gli Stati membri <em>leader</em> nella implementazione di un modello informatico conforme alla proposta in discorso<em>.</em></span></p>
<p class="has-text-align-center" style="text-align: center;"><a href="https://www.dejalex.com/wp-content/uploads/2023/10/Articolo-Un-passo-avanti-nel-progetto-del-Decennio-Digitale.-Il-nuovo-Portafoglio-Europeo-di-Identita-Digitale.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><i  class="x-icon x-icon-download" data-x-icon-s="&#xf019;" aria-hidden="true"></i> Download Article</a></p>
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<div style="font-size: 10px;">
<p id="_ftn1">[1] Si veda il comunicato stampa al seguente <a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/ip_23_3556">LINK</a>.</p>
<p id="_ftn2">[2] Proposta di Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il Regolamento (UE) n. 910/2014 per quanto riguarda l’istituzione di un quadro per un’identità digitale europea, COM (2021) 281 final del 3.6.2021.</p>
<p id="_ftn3">[3] Si vedano le conclusioni adottate dal Consiglio europeo al seguente <a href="https://www.consilium.europa.eu/media/45923/021020-euco-final-conclusions-it.pdf">LINK</a>.</p>
<p id="_ftn4">[4] Si veda il discorso sullo stato dell&#8217;Unione del 16 settembre 2020 al seguente <a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/SPEECH_20_1655">LINK.</a></p>
<p id="_ftn5">[5] Regolamento (UE) n. 910/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 luglio 2014, in materia di identificazione elettronica e servizi fiduciari per le transazioni elettroniche nel mercato interno (eIDAS), GU L 257 del 28.8.2014, pag. 73 consultabile al seguente <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX%3A52021PC0281">LINK</a>.</p>
<p id="_ftn6">[6] Le <em>relying parties</em> sono, conformemente al Regolamento eIDAS, persone fisiche o giuridiche che fanno affidamento su un’identificazione elettronica o su un servizio fiduciario.</p>
<p id="_ftn7">[7] Si veda il Considerando 26 della proposta di Regolamento.</p>
<p id="_ftn8">[8] Si veda il paragrafo “<em>Insegnamenti tratti da esperienze analoghe</em>” della proposta di Regolamento.</p>
<p id="_ftn9">[9] Si veda il Considerando 9 della proposta di Regolamento.</p>
<p id="_ftn10">[10] Si veda l’articolo 6-<em>bis</em>, paragrafo 7, della proposta di Regolamento.</p>
<p id="_ftn11">[11] Il principio di minimizzazione dei dati si fonda sull’idea per cui il titolare deve trattare i soli dati di cui ha realmente bisogno per raggiungere le finalità del trattamento. Esso è declinabile nei profili della <em>adeguatezza</em> dei dati, intesa come proporzionalità rispetto alle finalità per cui sono raccolti; <em>pertinenza</em> dei dati rispetto alle stesse; <em>limitazione</em> dei trattamenti solo per il raggiungimento di dette finalità.</p>
<p id="_ftn12">[12] Si veda l’articolo 6-<em>bis</em>, paragrafo 2, della proposta di Regolamento.</p>
<p id="_ftn13">[13] Si veda l’articolo 6-<em>bis</em>, paragrafo 6, della proposta di Regolamento.</p>
<p>Si veda inoltre il Considerando 9 della proposta di Regolamento.</p>
<p id="_ftn14">[14] Regolamento (UE) 2019/881 del Parlamento europeo e del Consiglio del 17 aprile 2019 relativo all’ENISA, l’Agenzia dell’Unione europea per la cybersicurezza, e alla certificazione della cybersicurezza per le tecnologie dell’informazione e della comunicazione, e che abroga il regolamento (UE) n. 526/2013 (Regolamento sulla cybersicurezza), GUUE L 151/15 del 7.6.2019.</p>
<p>Specificamente, si veda l’articolo 60, rubricato come “<em>Organismi di valutazione della conformità</em>”.</p>
<p id="_ftn15">[15] Si veda l’articolo 6-<em>ter</em>, paragrafo 1, della proposta di Regolamento.</p>
<p id="_ftn16">[16] Si veda l’articolo 6-<em>ter</em>, paragrafo 3, della proposta di Regolamento.</p>
<p id="_ftn17">[17] Si veda l’articolo 12-<em>ter</em>, paragrafo 2, della proposta di Regolamento.</p>
<p>Si veda inoltra il Considerando 28 della proposta di Regolamento.</p>
<p id="_ftn18">[18] L’articolo 12-<em>ter</em>, paragrafo 3, della proposta di Regolamento, intende le “piattaforme <em>online</em> di dimensioni molto grandi” come definite dall’articolo 25, paragrafo 1, del Regolamento (UE) 2022/2065 sui servizi digitali.</p>
<p id="_ftn19">[19] Si veda l’articolo 12-<em>ter</em>, paragrafo 3, della proposta di Regolamento.</p>
<p id="_ftn20">[20] L’articolo 3, punto 42, della proposta di Regolamento, definisce il Portafoglio Europeo di Identità Digitale come <em>“… un prodotto e servizio che consente all&#8217;utente di conservare dati di identità, credenziali e attributi collegati alla sua identità, fornirli su richiesta alle parti facenti affidamento sulla certificazione e utilizzarli per l&#8217;autenticazione, online e offline, per un servizio, conformemente all&#8217;articolo 6 bis, nonché per creare firme elettroniche qualificate e sigilli elettronici qualificati …”.</em></p>
<p>A sua volta, l’articolo 6-<em>bis</em> della proposta di Regolamento definisce tale strumento come un mezzo di identificazione elettronica che permette di <em>“… richiedere, selezionare, combinare, conservare, cancellare gli attestati elettronici di attributi e i dati di identificazione personale e presentarli in modo sicuro alle relying parties, anche per l’autenticazione online e, se del caso, offline, per utilizzare servizi pubblici e privati, garantendo al contempo che sia possibile la Disclosure selettiva …”</em> e “ <em>…firmare con firme elettroniche qualificate e apporre sigilli attraverso sigilli elettronici qualificati… </em>“.</p>
<p id="_ftn21">[21] Per ulteriori informazioni si veda il seguente <a href="https://digital-strategy.ec.europa.eu/en/policies/europes-digital-decade">LINK</a>.</p>
<p id="_ftn22">[22] I QWAC hanno lo scopo di autenticare l&#8217;identità della persona o dell&#8217;organizzazione dietro un sito web al fine di evitare potenziali truffe. Il Parlamento ha aggiunto misure restrittive nel caso in cui i QWAC violino la privacy, ma la questione rimane controversa.</p>
<p id="_ftn23">[23] Per ulteriori informazioni si veda il seguente <a href="https://digital-strategy.ec.europa.eu/it/activities/digital-programme">LINK</a>.</p>
<p id="_ftn24">[24] Per ulteriori informazioni si veda il seguente <a href="https://github.com/eu-digital-identity-wallet">LINK</a>.</p>
<p id="_ftn25">[25] Lo SPID (Sistema Pubblico per la gestione dell’Identità Digitale) è un sistema aperto attraverso il quale soggetti pubblici e privati, previo accreditamento da parte dell&#8217;AgID (Agenzia per l&#8217;Italia Digitale), possono offrire servizi di identificazione elettronica a cittadini e imprese.</p>
<p>Per ulteriori informazioni si veda il seguente <a href="https://www.agid.gov.it/it/piattaforme/eidas/spid-verso-eidas#:~:text=SPID%20%2D%20il%20Sistema%20Pubblico%20per,la%20Crescita%20Digitale%202014%2D2020">LINK</a>.</p>
<p id="_ftn26">[26] Per CAdES e PadES si intendono due differenti modalità di apposizione della firma digitale: la prima permette di firmare qualsiasi tipo di documento, con modifica del relativo nome e verificazione della firma tramite l’esclusivo utilizzo di software specifici; la seconda permette di firmare i soli documenti in formato .pdf, con mantenimento del nome originale e verificazione tramite qualsiasi software.</p>
</div><p>The post <a href="https://www.dejalex.com/2023/09/portafoglio-identita-digitale-europa-futuro/">UN PASSO AVANTI NEL PROGETTO DEL DECENNIO DIGITALE. IL NUOVO PORTAFOGLIO EUROPEO DI IDENTITÀ DIGITALE</a> appeared first on <a href="https://www.dejalex.com">Studio Legale De Berti Jacchia Franchini Forlani</a>.</p>
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		<title>SERVIZI TELEMATICI. L’ITALIA RECEPISCE IL CODICE EUROPEO DELLE COMUNICAZIONI ELETTRONICHE</title>
		<link>https://www.dejalex.com/2022/03/servizi-telematici-litalia-recepisce-il-codice-europeo-delle-comunicazioni-elettroniche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[marketude]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Mar 2022 10:30:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Connectivity]]></category>
		<category><![CDATA[EU and Competition]]></category>
		<category><![CDATA[IT & TMT]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Stillo]]></category>
		<category><![CDATA[Perspectives]]></category>
		<category><![CDATA[Publications]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto A. Jacchia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1" height="1" src="https://www.dejalex.com/wp-content/uploads/2017/03/000000-0.0.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" />[x_icon type="tag"] EU and Competition, IT&TMT, Connectivity, Perspectives</p>
<p>The post <a href="https://www.dejalex.com/2022/03/servizi-telematici-litalia-recepisce-il-codice-europeo-delle-comunicazioni-elettroniche/">SERVIZI TELEMATICI. L’ITALIA RECEPISCE IL CODICE EUROPEO DELLE COMUNICAZIONI ELETTRONICHE</a> appeared first on <a href="https://www.dejalex.com">Studio Legale De Berti Jacchia Franchini Forlani</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="1" height="1" src="https://www.dejalex.com/wp-content/uploads/2017/03/000000-0.0.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" /><p>In data 24 dicembre 2021 è entrato in vigore il Decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 207 (“D.lgs. 207/2021”)<a href="#_ftn1" name="_ftnref1"><sup>[1]</sup></a>, con cui è stata disposta l’attuazione nell’ordinamento italiano della Direttiva 2018/1972 che istituisce il Codice Europeo delle Comunicazioni Elettroniche<a href="#_ftn2" name="_ftnref2"><sup>[2]</sup></a>.</p>
<p>Entrato in vigore in data 20 dicembre 2018, il Codice riunisce in un unico testo normativo, con integrazioni e modificazioni, la precedente disciplina delle comunicazioni elettroniche con l’obiettivo di promuovere lo sviluppo del mercato delle reti e dei servizi di telecomunicazione nell’Unione, proponendosi di favorire una concorrenza sostenibile, di ampliare la connettività e l’accesso alle reti 5G da parte dei cittadini europei, e di garantire l’accessibilità generalizzata a reti sicure a vantaggio degli utenti finali<a href="#_ftn3" name="_ftnref3"><sup>[3]</sup></a>. Più particolarmente, il Codice, tra le altre cose, i) invita gli Stati Membri e le istituzioni europee a cooperare per attuare politiche di pianificazione strategica, coordinamento ed armonizzazione dell’uso dello spettro radio, ii) amplia le competenze delle autorità nazionali di regolamentazione (ANR), iii) amplia la definizione di “servizio di comunicazione elettronica” fino ad includervi non solo i servizi di accesso ad <em>internet</em>, e bensì anche quelli consistenti esclusivamente o prevalentemente nella trasmissione di segnali nonché quelli di comunicazione interpersonale, e iv) impone ai <em>service providers</em> l’obbligo di fornire ai consumatori una sintesi contrattuale concisa, di agevole lettura e gratuita, contenente le informazioni principali sui termini del contratto e redatta seguendo un formato <em>standard</em>.</p>
<p>Il D.lgs. 207/2021 ha riordinato il precedente Codice delle Comunicazioni Elettroniche<a href="#_ftn4" name="_ftnref4"><sup>[4]</sup></a>, apportando modifiche significative.</p>
<p>In primo luogo, il Codice conferisce <u>maggiori poteri sanzionatori</u> all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom). Nello specifico, quest’ultima può, da un lato, sanzionare coloro che non ottemperano agli ordini e alle diffide impartite con un’ammenda tra i 240.000 e i 5 milioni di euro e, dall’altro, ordinare all’operatore in questione il rimborso delle eventuali somme ingiustificatamente addebitate agli utenti, indicando il termine entro cui adempiere (che non potrà essere inferiore a 30 giorni). Se, tuttavia, l’inottemperanza viene commessa da imprese aventi significativo potere di mercato (<em>significant market power</em>, SMP)<a href="#_ftn5" name="_ftnref5"><sup>[5]</sup></a>, ciascun soggetto interessato è passibile di una ammenda di ammontare tra il 2% e il 5% del fatturato realizzato secondo l’ultimo bilancio approvato anteriormente alla notificazione della contestazione, relativo al mercato al quale l’inottemperanza si riferisce<a href="#_ftn6" name="_ftnref6"><sup>[6]</sup></a>.</p>
<p>In secondo luogo, il Codice modifica la <u>disciplina dei prezzi</u> che gli operatori devono pagare per le frequenze, eliminando gli sconti a volume e modulandoli in base all’effettivo utilizzo; ciò che avvantaggerà in modo particolare coloro che utilizzano in maniera minore tali servizi, i quali pertanto pagheranno di meno rispetto a quanto fatto finora.</p>
<p>In terzo luogo, il Codice interviene sulla <u>durata dei contratti</u> e sul <u>diritto di recesso degli utenti</u>. Più particolarmente, con la nuova disciplina i contratti tra consumatori e fornitori di servizi di comunicazione elettronica potranno durare al massimo 24 mesi, e dovranno prevedere che tra le offerte commerciali almeno una abbia una durata massima iniziale di 12 mesi. Questa disciplina, tuttavia, non sia applica laddove il consumatore abbia convenuto in un contratto separato di rateizzare i pagamenti esclusivamente per l’installazione di una connessione fisica. Con almeno due mesi di anticipo rispetto alla proroga automatica del contratto, inoltre, i fornitori sono tenuti ad informare l’utente finale, in modo chiaro, tempestivo e su un supporto durevole, circa la fine dell’impegno contrattuale, nonché le modalità di recesso e le migliori tariffe relative ai loro servizi (tali informazioni, nello specifico, devono essere loro offerte almeno una volta all’anno). Gli utenti, poi, possono recedere dal contratto entro 60 giorni dall&#8217;avvenuta comunicazione della modifica delle condizioni contrattuali senza incorrere in alcuna penale né ulteriore costo<a href="#_ftn7" name="_ftnref7"><sup>[7]</sup></a>.</p>
<p>Secondo il Codice, infine, per i nuovi edifici e le nuove opere che richiedono il rilascio di permesso di costruire, e per i quali la domanda di autorizzazione edilizia sia stata presentata dopo il 1° gennaio 2022, l’adempimento degli obblighi di equipaggiamento digitale è attestato dalla prescritta targa recante la di “edificio predisposto alla banda ultra larga” rilasciata da un tecnico abilitato<a href="#_ftn8" name="_ftnref8"><sup>[8]</sup></a>.</p>
<p>Con l’approvazione del D.lgs. 207/2021, l’Italia ha adempiuto, ancorché in ritardo, all’obbligo di trasporre il Codice entro il termine ultimo del 21 dicembre 2020; ciò potrebbe, in ipotesi, indurre la Commissione Europea a decidere di concludere la procedura di infrazione avviata nei confronti dell’Italia in data 3 febbraio 2021<a href="#_ftn9" name="_ftnref9"><sup>[9]</sup></a>.</p>
<p>Non rimane, pertanto, che osservare l’impatto che il D.lgs. 207/2021 avrà in concreto nel nostro Paese, e se si rivelerà idoneo a perseguire gli obiettivi della Direttiva 2018/1972, la cui prima revisione è prevista entro il 21 dicembre 2025<a href="#_ftn10" name="_ftnref10"><sup>[10]</sup></a> e, successivamente, ogni 5 anni.</p>
<p class="has-text-align-center" style="text-align: center;"><a href="https://www.dejalex.com/wp-content/uploads/2022/03/Articolo_Servizi-telematici.-LItalia-recepisce-il-Codice-Europeo-delle-Comunicazioni-Elettroniche.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><i  class="x-icon x-icon-download" data-x-icon-s="&#xf019;" aria-hidden="true"></i> Download Article</a></p>
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<!-- wp:paragraph {"style":{"typography":{"fontSize":10}}} -->
<div style="font-size: 10px;">
<p id="_ftn1">[1] Decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 207. Attuazione della direttiva (UE) 2018/1972 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell&#8217;11 dicembre 2018, che istituisce il Codice europeo delle comunicazioni elettroniche (rifusione), GU n. 292 del 9 dicembre 2021.</p>
<p id="_ftn2">[2] Direttiva (UE) 2018/1972 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’11 dicembre 2018, che istituisce il codice europeo delle comunicazioni elettroniche (rifusione), GUUE L 321 del 17 dicembre 2018.</p>
<p id="_ftn3">[3] Per ulteriori informazioni si veda il nostro precedente contributo, disponibile al seguente <a href="https://s3.amazonaws.com/documents.lexology.com/2df077d4-7980-419f-8d3f-a8fff9fbe711.pdf?AWSAccessKeyId=AKIAVYILUYJ754JTDY6T&amp;Expires=1646847259&amp;Signature=aOEmT2Y1twDApPXOzt%2BEbMW6JkQ%3D">LINK</a>.</p>
<p id="_ftn4">[4] Decreto legislativo 1 agosto 2003, n. 259, Codice delle comunicazioni elettroniche, GU n. 214 del 15 settembre 2003.</p>
<p id="_ftn5">[5] L’articolo 63 della Direttiva 2018/1972/UE, intitolato “Imprese che dispongono di un significativo potere di mercato”, al paragrafo 2 dispone: “<em>&#8230; </em><em>Si presume che un’impresa disponga di un significativo potere di mercato se, individualmente o congiuntamente con altri, gode di una posizione equivalente a una posizione dominante, ossia una posizione di forza economica tale da consentirle di comportarsi in misura notevole in modo indipendente dai concorrenti, dai clienti e, in definitiva, dai consumatori.</em></p>
<p><em>In particolare, le autorità nazionali di regolamentazione, nel valutare se due o più imprese godono congiuntamente di una posizione dominante sul mercato, procedono nel rispetto del diritto dell’Unione e tengono nella massima considerazione le linee guida per l’analisi del mercato e la valutazione del significativo potere di mercato pubblicati dalla Commissione a norma dell’articolo 64&#8230;</em>”.</p>
<p id="_ftn6">[6] Si veda l’articolo 30 del nuovo Codice, intitolato “Sanzioni”.</p>
<p id="_ftn7">[7] Si veda il nuovo articolo 98-septies decies del nuovo Codice, intitolato “Durata dei contratti e diritto di recesso”.</p>
<p id="_ftn8">[8] Si veda l’articolo 4 del D.lgs. 207/2021, intitolato “Norma per l’infrastrutturazione digitale degli edifici”.</p>
<p id="_ftn9">[9] Procedura di infrazione INFR(2021)0056.</p>
<p id="_ftn10">[10] Si veda l’articolo 122 della Direttiva 2018/1972, intitolato “Procedure di revisione”.</p>
</div><p>The post <a href="https://www.dejalex.com/2022/03/servizi-telematici-litalia-recepisce-il-codice-europeo-delle-comunicazioni-elettroniche/">SERVIZI TELEMATICI. L’ITALIA RECEPISCE IL CODICE EUROPEO DELLE COMUNICAZIONI ELETTRONICHE</a> appeared first on <a href="https://www.dejalex.com">Studio Legale De Berti Jacchia Franchini Forlani</a>.</p>
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		<title>NORD STREAM 2. LA CORTE REGIONALE DI DÜSSELDORF DICHIARA CHE IL PROGETTO DEVE CONFORMARSI ALLE NORME EUROPEE SUL MERCATO UNICO DEL GAS NATURALE</title>
		<link>https://www.dejalex.com/2022/01/nord-stream-2-la-corte-regionale-di-dusseldorf-dichiara-che-il-progetto-deve-conformarsi-alle-norme-europee-sul-mercato-unico-del-gas-naturale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[marketude]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Jan 2022 10:51:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Connectivity]]></category>
		<category><![CDATA[EU and Competition]]></category>
		<category><![CDATA[Industrial Products and Equipment]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Stillo]]></category>
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		<category><![CDATA[Roberto A. Jacchia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1" height="1" src="https://www.dejalex.com/wp-content/uploads/2017/03/000000-0.0.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" />[x_icon type="tag"] EU and Competition, Industrial Products and Equipment, Connectivity</p>
<p>The post <a href="https://www.dejalex.com/2022/01/nord-stream-2-la-corte-regionale-di-dusseldorf-dichiara-che-il-progetto-deve-conformarsi-alle-norme-europee-sul-mercato-unico-del-gas-naturale/">NORD STREAM 2. LA CORTE REGIONALE DI DÜSSELDORF DICHIARA CHE IL PROGETTO DEVE CONFORMARSI ALLE NORME EUROPEE SUL MERCATO UNICO DEL GAS NATURALE</a> appeared first on <a href="https://www.dejalex.com">Studio Legale De Berti Jacchia Franchini Forlani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1" height="1" src="https://www.dejalex.com/wp-content/uploads/2017/03/000000-0.0.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" /><p>In data 5 ottobre 2021, la <em>Nord Stream 2 AG</em> (“Nord Stream”) ha presentato ricorso dinnanzi alla Corte di giustizia federale (<em>Bundesgerichtshof</em>) contro la decisione della Corte Regionale di Düsseldorf (<em>Oberlandesgericht Düsseldorf</em>) che, il 25 agosto 2021, aveva respinto la sua richiesta di riformare la decisione del 2020 con cui il <em>Bundesnetzagentur</em> (Agenzia federale per le reti) aveva stabilito che il progetto “<em>Nord Stream 2</em>” non poteva essere esonerato dall’applicazione delle disposizioni della Direttiva (UE) 2019/692<a href="#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a>.</p>
<p>Completato il 6 settembre 2021, il <em>Nord Stream 2 </em>è il più grande gasdotto al mondo ed è destinato, con i suoi 1230 km di lunghezza, a collegare Russia e Germania attraverso il Baltico raddoppiando il tracciato del già esistente <em>Nord Stream</em>, che corre parallelo al nuovo progetto. Più particolarmente, il gasdotto si inabissa nei pressi di <em>Vyborg</em> (Russia) e torna sulla terraferma vicino a <em>Greifswald</em>(Germania), allacciandosi così alla rete di distribuzione dell’Unione e bypassando completamente gli Stati baltici, quelli di Visegrad<a href="#_ftn2" name="_ftnref2">[2]</a>, l’Ucraina e la Bielorussia. Il progetto, pertanto, risulta inviso a diversi Stati Membri, in quanto potrebbe non solo aumentare la dipendenza dell&#8217;Unione dalle forniture energetiche russe, e bensì anche consentire alla Russia di consegnare il gas direttamente ai suoi maggiori clienti, aggirando le infrastrutture degli Stati dell&#8217;Europa centrale e orientale che attualmente riscuotono lucrose tariffe sul trasporto del gas. Il gasdotto, inoltre, ridurrebbe drasticamente il potere contrattuale di questi ultimi in caso di contenzioso con la Russia, che avrebbe a disposizione una rotta di approvvigionamento alternativa.</p>
<p>Introdotta nell’aprile 2019, la Direttiva (UE) 2019/692 ha modificato la Direttiva 2009/73/CE<a href="#_ftn3" name="_ftnref3">[3]</a> al fine di assicurare che le norme sui gasdotti di trasporto del gas naturale che collegano due o più Stati Membri siano applicabili, all’interno dell’Unione, anche a quelli da e verso Stati terzi, evitando così di distorcere la concorrenza nel mercato unico dell&#8217;energia e di causare ripercussioni negative sulla sicurezza degli approvvigionamenti<a href="#_ftn4" name="_ftnref4">[4]</a>. Più particolarmente, ai sensi del neo-introdotto articolo 49-<em>bis</em> della Direttiva, lo Stato Membro in cui è situato il primo punto di connessione per i gasdotti di trasporto con un Stato terzo completati prima del 23 maggio 2019 può derogare alle norme sul c.d. “<em>unbundling</em>” per le sezioni del gasdotto situate sul suo territorio, per motivi oggettivi e a condizione che tale deroga non abbia ripercussioni negative sulla concorrenza, sull&#8217;efficace funzionamento del mercato interno del gas naturale o sulla sicurezza degli approvvigionamenti nell&#8217;Unione<a href="#_ftn5" name="_ftnref5">[5]</a>.</p>
<p>Secondo la sezione 28b della legge tedesca sull’industria energetica (<em>Energiewirtschaftsgesetz</em>, EnWG), che aveva trasporto la Direttiva 2009/73/CE in Germania, la parte di un gasdotto che coinvolge uno Stato terzo e che si trova in territorio tedesco può beneficiare di una deroga ai requisiti normativi a condizione di essere stata completata entro il 23 maggio 2019. Dal momento che tale condizione non era stata soddisfatta, l’Agenzia federale aveva respinto la domanda di deroga presentata da Nord Stream<a href="#_ftn6" name="_ftnref6">[6]</a>, che pertanto avrebbe dovuto rispettare, al momento della messa in funzione del gasdotto, le norme europee sull’“<em>unbundling</em>” di cui all’articolo 9 della Direttiva 2009/73/CE<a href="#_ftn7" name="_ftnref7">[7]</a>, ossia l’obbligo della separazione proprietaria tra le società che detengono la proprietà delle reti ed effettuano la gestione delle attività di trasporto e le imprese esercenti attività di approvvigionamento/produzione e fornitura di gas naturale.</p>
<p>La Nord Stream si era rivolta alla Corte di Düsseldorf, competente ai sensi dell’ EnWG, che tuttavia aveva confermato che il gasdotto non poteva venire esentato dall’applicazione delle norme europee che prevedono che le compagnie che producono, trasportano e distribuiscono il gas all’interno del mercato unico siano entità separate, allo scopo di  garantire che la concorrenza nel mercato del gas sia leale e non discriminatoria, e di evitare così che le compagnie possano ostacolare l’accesso dei propri <em>competitors</em> alle infrastrutture.</p>
<p>Non è la prima volta che la Nord Stream agisce in giudizio in contesti che coinvolgono l’applicazione della Direttiva (UE) 2019/692.</p>
<p>In data 26 luglio 2019, infatti, essa aveva presentato ricorso dinnanzi al Tribunale dell’Unione chiedendone l’annullamento, in quanto la stessa sarebbe stata adottata al fine di scoraggiare e porre in una posizione di svantaggio lo sfruttamento del <em>Nord Stream 2</em>, con ciò violando i principi di non discriminazione, proporzionalità e certezza del diritto. In data 20 maggio 2020, il Tribunale aveva respinto<a href="#_ftn8" name="_ftnref8">[8]</a> il ricorso ritenendolo infondato, in quanto la Nord Stream non era direttamente interessata dalla Direttiva (UE) 2019/692 né dal suo articolo 49-<em>bis</em>, di cui essa chiedeva l’annullamento parziale. Decisione che, tuttavia, l’AG Bobek, nelle sue Conclusioni del 6 ottobre 2021<a href="#_ftn9" name="_ftnref9">[9]</a>, ha suggerito alla Corte di Giustizia di annullare nel giudizio di appello avverso la sentenza del Tribunale, in quanto, al contrario, la Direttiva sarebbe idonea a produrre effetti giuridici nei confronti della Nord Stream, estendendo l’ambito di applicazione della Direttiva 2009/73/CE a situazioni, quali quella che caratterizza tale società, che fino ad allora non erano ivi contemplate.</p>
<p>Nei prossimi mesi la Corte di Giustizia sarà chiamata a pronunciarsi su una questione che presenta risvolti non soltanto giuridici, e bensì anche geopolitici, nel più ampio e dibattuto contesto dei rapporti di politica energetica tra l’Unione Europea e la Russia, e in particolare, a livello di Stati Membri, la Germania e la Polonia<a href="#_ftn10" name="_ftnref10">[10]</a>. Qualora venisse riconfermato l’obbligo di rispettare le norme in materia di “<em>unbundling</em>”, la Nord Stream potrebbe essere costretta a consentire l’accesso di terzi al progetto, utilizzando solo il 50% della capacità del gasdotto e concedendo il resto ad un fornitore indipendente, la cui individuazione potrebbe dar luogo a tensioni.</p>
<p>La sentenza della Corte di Giustizia potrebbe, quindi, in ipotesi<a href="#_ftn11" name="_ftnref11">[11]</a>, ripercuotersi anche sugli esiti dell’impugnazione pendente avverso la sentenza della Corte Regionale di Düsseldorf qui in commento.</p>
<p class="has-text-align-center" style="text-align: center;"><a href="https://www.dejalex.com/wp-content/uploads/2022/01/Articolo_Nord-Stream-2.-La-Corte-Regionale-di-Dusseldorf-dichiara-che-il-progetto-deve-conformarsi-alle-norme-europee-sul-mercato-unico-del-gas-naturale.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><i  class="x-icon x-icon-download" data-x-icon-s="&#xf019;" aria-hidden="true"></i> Download Article</a></p>
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<div style="font-size: 10px;">
<p id="_ftn1">[1] Direttiva (UE) 2019/692 Del Parlamento Europeo del Consiglio, del 17 aprile 2019, che modifica la direttiva 2009/73/CE relativa a norme comuni per il mercato interno del gas naturale, GUUE L 117 del 03.05.2019.</p>
<p id="_ftn1">[1] Ossia Repubblica Ceca, Slovacchia, Polonia, Ungheria.</p>
<p id="_ftn1">[1] Direttiva 2009/73/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 luglio 2009, relativa a norme comuni per il mercato interno del gas naturale e che abroga la direttiva 2003/55/CE, GUUE L 211 del 14.08.2009.</p>
<p id="_ftn4">[4] Il considerando (3) della Direttiva 2009/73/CE dispone: “<em>&#8230; La presente direttiva è intesa ad affrontare gli ostacoli al completamento del mercato interno del gas naturale derivanti dalla non applicazione delle norme del mercato dell&#8217;Unione ai gasdotti di trasporto da e verso i paesi terzi. Le modifiche introdotte dalla presente direttiva mirano ad assicurare che le norme applicabili ai gasdotti di trasporto che collegano due o più Stati membri siano applicabili all&#8217;interno dell&#8217;Unione anche ai gasdotti di trasporto che collegano l&#8217;Unione con i paesi terzi. In tal modo sarà assicurata la coerenza del quadro giuridico all&#8217;interno dell&#8217;Unione evitando nel contempo di distorcere la concorrenza nel mercato interno dell&#8217;energia dell&#8217;Unione e di avere ripercussioni negative sulla sicurezza dell&#8217;approvvigionamento. Sarà inoltre migliorata la trasparenza e la certezza del diritto per gli operatori del mercato, in particolare gli investitori nelle infrastrutture del gas e gli utenti del sistema, quanto alle norme applicabili&#8230;</em>”.</p>
<p id="_ftn5">[5] L’articolo 49 bis della Direttiva 2009/73/CE, intitolato “Deroghe in relazione alle linee di trasporto da e verso paesi terzi”, al paragrafo 1 dispone: “<em>&#8230; </em><em>Per quanto riguarda i gasdotti di trasporto tra uno Stato membro e un paese terzo completate prima del 23 maggio 2019, lo Stato membro in cui è situato il primo punto di connessione di tale gasdotto di trasporto con la rete di uno Stato membro può decidere di derogare agli articoli 9, 10, 11 e 32 e all&#8217;articolo 41, paragrafi 6, 8 e 10, per le sezioni del gasdotto di trasporto situati sul suo territorio e nelle sue acque territoriali, per motivi oggettivi quali consentire il recupero dell&#8217;investimento effettuato o per motivi legati alla sicurezza dell&#8217;approvvigionamento, a patto che la deroga non abbia ripercussioni negative sulla concorrenza, sull&#8217;efficace funzionamento del mercato interno del gas naturale o sulla sicurezza dell&#8217;approvvigionamento nell&#8217;Unione. </em></p>
<p><em>La deroga è limitata nel tempo fino a un massimo di 20 anni sulla base di una motivazione oggettiva, è rinnovabile in casi giustificati e può essere subordinata a condizioni che contribuiscano alla realizzazione delle condizioni summenzionate. </em></p>
<p><em>Tali deroghe non si applicano ai gasdotti di trasporto tra uno Stato membro e un paese terzo che ha l&#8217;obbligo di recepire la presente direttiva e che abbia attuato efficacemente la presente direttiva in virtù di un accordo concluso con l&#8217;Unione&#8230;</em>”.</p>
<p id="_ftn6">[6] Per ulteriori informazioni si veda il seguente <a href="https://www.bundesnetzagentur.de/SharedDocs/Downloads/EN/BNetzA/PressSection/PressReleases/2020/20200515_NordStream2.pdf;jsessionid=4DFEA4D5569E72A3E9F9D34872631FB4?__blob=publicationFile&amp;v=3">LINK</a>.</p>
<p id="_ftn7">[7] L’articolo 9 della Direttiva 2009/73/CE, intitolato “Separazione dei sistemi di trasporto e dei gestori dei sistemi di trasporto”, al paragrafo 1 dispone: “<em>&#8230; </em><em>Gli Stati membri provvedono affinché, a decorrere dal 3 marzo 2012,</em></p>
<ol>
<li><em>a) ciascuna impresa proprietaria di un sistema di trasporto agisca in qualità di gestore del sistema di trasporto;</em></li>
<li><em>b) la stessa persona o le stesse persone non siano autorizzate:</em></li>
<li><em>i) ad esercitare, direttamente o indirettamente, un controllo su un’impresa che svolge la funzione di produzione o la funzione di fornitura a esercitare direttamente o indirettamente un controllo o esercitare diritti su un gestore di sistemi di trasporto o su un sistema di trasporto; oppure</em></li>
<li><em>ii) ad esercitare, direttamente o indirettamente, un controllo su un gestore di sistemi di trasporto o su un sistema di trasporto e a esercitare, direttamente o indirettamente, un controllo o diritti su un’impresa che svolge la funzione di produzione o la funzione di fornitura;</em></li>
<li><em>c) la stessa persona o le stesse persone non siano autorizzate a nominare membri del consiglio di vigilanza, del consiglio di amministrazione o degli organi che rappresentano legalmente l’impresa all’interno di un gestore di sistemi di trasporto o di un sistema di trasporto e a esercitare direttamente o indirettamente un controllo o diritti sull’attività di produzione o l’attività di fornitura; e</em></li>
<li><em>d) la stessa persona non sia autorizzata ad essere membro del consiglio di vigilanza, del consiglio di amministrazione o degli organi che rappresentano legalmente un’impresa, sia all’interno di un’impresa che svolge l’attività di produzione o l’attività di fornitura che all’interno di un gestore di sistemi di trasporto o di un sistema di trasporto&#8230;</em>”.</li>
</ol>
<p id="_ftn8">[8] Tribunale 20.05.2020, Causa T-530/19, <em>Nord Stream AG contro Parlamento europeo e Consiglio dell’Unione europea</em>.</p>
<p id="_ftn9">[9] Conclusioni AG Bobek 06.12.2021, Causa C‑348/20 P, <em>Nord Stream 2 AG contro Parlamento europeo Consiglio dell’Unione europea</em>.</p>
<p id="_ftn10">[10] Per ulteriori informazioni si veda il nostro precedente contributo, disponibile al seguente <a href="https://s3.amazonaws.com/documents.lexology.com/cef8a664-f5d3-418e-89f9-ed6b9c46e668.pdf?AWSAccessKeyId=AKIAVYILUYJ754JTDY6T&amp;Expires=1641832025&amp;Signature=m3bECcZPoTebEoKFZuudEiJ8UbY%3D">LINK</a>.</p>
<p id="_ftn11">[11] Nelle sue conclusioni, l’AG afferma che per valutare i motivi di ricorso della Nord Stream è necessario un esame dettagliato in diritto e in fatto degli argomenti dedotti da tutte le parti del procedimento. L’ordinanza impugnata, tuttavia, non contiene siffatto esame, di talché lo stato degli atti non consente alla Corte di giustizia di statuire in via definitiva sulla controversia, dovendosi pertanto rinviare la causa dinanzi al Tribunale affinché statuisca nel merito.</p>
</div><p>The post <a href="https://www.dejalex.com/2022/01/nord-stream-2-la-corte-regionale-di-dusseldorf-dichiara-che-il-progetto-deve-conformarsi-alle-norme-europee-sul-mercato-unico-del-gas-naturale/">NORD STREAM 2. LA CORTE REGIONALE DI DÜSSELDORF DICHIARA CHE IL PROGETTO DEVE CONFORMARSI ALLE NORME EUROPEE SUL MERCATO UNICO DEL GAS NATURALE</a> appeared first on <a href="https://www.dejalex.com">Studio Legale De Berti Jacchia Franchini Forlani</a>.</p>
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		<title>SMART WORKING, GLOBALIZZAZIONE E CONFINI NAZIONALI</title>
		<link>https://www.dejalex.com/2021/11/smart-working-globalizzazione-e-confini-nazionali/</link>
		
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		<pubDate>Thu, 04 Nov 2021 12:11:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Andrea Sonino]]></category>
		<category><![CDATA[Connectivity]]></category>
		<category><![CDATA[Employment and Pensions]]></category>
		<category><![CDATA[In the Press]]></category>
		<category><![CDATA[Society]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1" height="1" src="https://www.dejalex.com/wp-content/uploads/2017/03/000000-0.0.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" />[x_icon type="tag"] Society, Connectivity, Employment and Pensions</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="1" height="1" src="https://www.dejalex.com/wp-content/uploads/2017/03/000000-0.0.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" /><p>Vi proponiamo l&#8217;intervista al nostro partner <a href="https://www.dejalex.com/partner/andrea-sonino/" target="_blank" rel="noopener">Andrea Sonino</a> realizzata da &#8220;Vox!&#8221;, la rubrica di LHH che collabora con i più importanti avvocati giuslavoristi italiani nella quale si interrogano sulla posizione del settore legal in merito ai cambiamenti in atto nel mondo del lavoro e del ricollocamento professionale.</p>
<p><a href="https://www.dejalex.com/partner/andrea-sonino/" target="_blank" rel="noopener">Andrea Sonino</a> ha parlato di quali siano le implicazioni dello smart working nel mondo del diritto del lavoro italiano nell’era della globalizzazione.</p>
<p><a href="https://www.lhh.com/it/it/aziende/article-listing/vox-sonino?utm_source=linkedin.com&amp;utm_medium=cpc&amp;utm_campaign=post_04112021"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-22278 size-full" src="https://www.dejalex.com/wp-content/uploads/2021/11/1636025772370.jpeg" alt="" width="800" height="418" srcset="https://www.dejalex.com/wp-content/uploads/2021/11/1636025772370.jpeg 800w, https://www.dejalex.com/wp-content/uploads/2021/11/1636025772370-300x157.jpeg 300w, https://www.dejalex.com/wp-content/uploads/2021/11/1636025772370-768x401.jpeg 768w, https://www.dejalex.com/wp-content/uploads/2021/11/1636025772370-100x52.jpeg 100w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://www.lhh.com/it/it/aziende/article-listing/vox-sonino?utm_source=linkedin.com&amp;utm_medium=cpc&amp;utm_campaign=post_04112021" target="_blank" rel="noopener"><i  class="x-icon x-icon-download" data-x-icon-s="&#xf019;" aria-hidden="true"></i> Leggi l&#8217;intervista</a></p>
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		<title>IL WELFARE AI TEMPI DEL PIANO NAZIONALE DI RIPRESA E RESILIENZA</title>
		<link>https://www.dejalex.com/2021/11/il-welfare-ai-tempi-del-piano-nazionale-di-ripresa-e-resilienza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[marketude]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Nov 2021 11:32:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Connectivity]]></category>
		<category><![CDATA[Employment and Pensions]]></category>
		<category><![CDATA[Guido Callegari]]></category>
		<category><![CDATA[In the Press]]></category>
		<category><![CDATA[Isabella Basilico]]></category>
		<category><![CDATA[Publications]]></category>
		<category><![CDATA[Society]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1" height="1" src="https://www.dejalex.com/wp-content/uploads/2017/03/000000-0.0.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" />[x_icon type="tag"] Society, Connectivity, Employment and Pensions</p>
<p>The post <a href="https://www.dejalex.com/2021/11/il-welfare-ai-tempi-del-piano-nazionale-di-ripresa-e-resilienza/">IL WELFARE AI TEMPI DEL PIANO NAZIONALE DI RIPRESA E RESILIENZA</a> appeared first on <a href="https://www.dejalex.com">Studio Legale De Berti Jacchia Franchini Forlani</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="1" height="1" src="https://www.dejalex.com/wp-content/uploads/2017/03/000000-0.0.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" /><p>Fino ad oggi il welfare aziendale &#8211; ossia l’insieme dei servizi e delle prestazioni messi a disposizione dei dipendenti da parte dei datori di lavoro, che ne sostengono i costi, per finalità sociali &#8211; ha rappresentato uno strumento sussidiario, volto a compensare il progressivo arretramento del welfare pubblico causato in gran parte dalla crisi finanziaria ed economica che ha colpito il Paese a partire dal 2008.</p>
<p>Proprio in ragione della sua finalità sociale, tale strumento è stato sostenuto dallo Stato attraverso una serie di incentivi di natura fiscale che ne hanno favorito la diffusione soprattutto nelle aziende di maggiori dimensioni&#8230;</p>
<p>Articolo pubblicato su <span style="text-decoration: underline;"><strong><a href="https://www.guidaallavorodigital.ilsole24ore.com/art/primo-piano/2021-11-04/il-welfare-tempi-piano-nazionale-ripresa-e-resilienza-114838.php?uuid=AEN39os" target="_blank" rel="noopener">Guida al Lavoro &#8211; Il Sole 24 Ore</a></strong></span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-22269 size-full aligncenter" src="https://www.dejalex.com/wp-content/uploads/2021/11/20211104-GUIDA_LAVORO-23-MON-primo-piano-015.jpg" alt="" width="547" height="760" srcset="https://www.dejalex.com/wp-content/uploads/2021/11/20211104-GUIDA_LAVORO-23-MON-primo-piano-015.jpg 547w, https://www.dejalex.com/wp-content/uploads/2021/11/20211104-GUIDA_LAVORO-23-MON-primo-piano-015-216x300.jpg 216w, https://www.dejalex.com/wp-content/uploads/2021/11/20211104-GUIDA_LAVORO-23-MON-primo-piano-015-100x139.jpg 100w" sizes="auto, (max-width: 547px) 100vw, 547px" /></p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://www.dejalex.com/wp-content/uploads/2021/11/20211104-GUIDA_LAVORO-23-MON-primo-piano-015.pdf" target="_blank" rel="noopener"><i  class="x-icon x-icon-download" data-x-icon-s="&#xf019;" aria-hidden="true"></i> Download Article</a></p>
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		<title>COME FARE ACQUISTI SUI SOCIAL IN TUTTA SICUREZZA</title>
		<link>https://www.dejalex.com/2021/10/come-fare-acquisti-sui-social-in-tutta-sicurezza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[marketude]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Oct 2021 09:12:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Connectivity]]></category>
		<category><![CDATA[EU and Competition]]></category>
		<category><![CDATA[Fashion and Luxury]]></category>
		<category><![CDATA[Giulietta Minucci]]></category>
		<category><![CDATA[IT & TMT]]></category>
		<category><![CDATA[Publications]]></category>
		<category><![CDATA[Silvia Doria]]></category>
		<category><![CDATA[Society]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1" height="1" src="https://www.dejalex.com/wp-content/uploads/2017/03/000000-0.0.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" />[x_icon type="tag"] EU and Competition, IT&TMT, Fashion and Luxury, Society, Connectivity</p>
<p>The post <a href="https://www.dejalex.com/2021/10/come-fare-acquisti-sui-social-in-tutta-sicurezza/">COME FARE ACQUISTI SUI SOCIAL IN TUTTA SICUREZZA</a> appeared first on <a href="https://www.dejalex.com">Studio Legale De Berti Jacchia Franchini Forlani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1" height="1" src="https://www.dejalex.com/wp-content/uploads/2017/03/000000-0.0.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" /><p>Il fenomeno delle recensioni ha assunto nel tempo un impatto così rilevante da trasformarsi in declinazioni negative, quali la redazione di recensioni a opera di soggetti che non avevano acquistato il prodotto o il servizio, scritte e pubblicate al mero fine di distorcere il mercato. Le leggi e gli strumenti per difendersi</p>
<p>Articolo di <a href="https://www.dejalex.com/partner/silvia-doria/?lang=it">Silvia Doria</a> e <a href="https://www.dejalex.com/associate/giulietta-minucci/?lang=it">Giulietta Minucci</a> pubblicato su <a href="https://www.agendadigitale.eu/mercati-digitali/ecommerce/scommerce-come-fare-acquisti-dai-social-in-tutta-sicurezza/">Agenda Digitale</a></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-20668 size-full" src="https://www.dejalex.com/wp-content/uploads/2021/11/Come-fare-acquisti-sui-social-in-tutta-sicurezza-Agenda-Digitale.jpg" alt="" width="595" height="841" /></p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://www.dejalex.com/wp-content/uploads/2021/11/Come-fare-acquisti-sui-social-in-tutta-sicurezza-Agenda-Digitale.pdf" target="_blank" rel="noopener"><i  class="x-icon x-icon-download" data-x-icon-s="&#xf019;" aria-hidden="true"></i> Download Article</a></p>
<p>The post <a href="https://www.dejalex.com/2021/10/come-fare-acquisti-sui-social-in-tutta-sicurezza/">COME FARE ACQUISTI SUI SOCIAL IN TUTTA SICUREZZA</a> appeared first on <a href="https://www.dejalex.com">Studio Legale De Berti Jacchia Franchini Forlani</a>.</p>
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		<item>
		<title>MISSBRAUCH DER MARKTBEHERRSCHENDEN STELLUNG. DIE ITALIENISCHE WETTBEWERBSBEHÖRDE VERHÄNGT DEM INTERNET-RIESEN GOOGLE EINE GELDBUSSE VON ÜBER 100 MILLIONEN EURO</title>
		<link>https://www.dejalex.com/2021/06/missbrauch-der-marktbeherrschenden-stellung-die-italienische-wettbewerbsbehorde-verhangt-dem-internet-riesen-google-eine-geldbusse-von-uber-100-millionen-euro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[marketude]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Jun 2021 08:10:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Connectivity]]></category>
		<category><![CDATA[Esmeralda Dedej]]></category>
		<category><![CDATA[EU and Competition]]></category>
		<category><![CDATA[IT & TMT]]></category>
		<category><![CDATA[Publications]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto A. Jacchia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.dejalex.com/?p=21119</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1" height="1" src="https://www.dejalex.com/wp-content/uploads/2017/03/000000-0.0.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" />[x_icon type="tag"] EU and Competition, Connectivity, IT&TMT</p>
<p>The post <a href="https://www.dejalex.com/2021/06/missbrauch-der-marktbeherrschenden-stellung-die-italienische-wettbewerbsbehorde-verhangt-dem-internet-riesen-google-eine-geldbusse-von-uber-100-millionen-euro/">MISSBRAUCH DER MARKTBEHERRSCHENDEN STELLUNG. DIE ITALIENISCHE WETTBEWERBSBEHÖRDE VERHÄNGT DEM INTERNET-RIESEN GOOGLE EINE GELDBUSSE VON ÜBER 100 MILLIONEN EURO</a> appeared first on <a href="https://www.dejalex.com">Studio Legale De Berti Jacchia Franchini Forlani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1" height="1" src="https://www.dejalex.com/wp-content/uploads/2017/03/000000-0.0.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" />
<p>Am 13. Mai 2021 hat die italienische Wettbewerbsbehörde (<em>Autorità Garrante della Concorrenza e del Mercato</em>, AGCM) gegen&nbsp;<em>Alphabet Inc.</em><a href="#_ftn1"><sup>[1]</sup></a>,&nbsp;<em>Google LLC</em><a href="#_ftn2"><sup>[2]</sup></a>&nbsp;und&nbsp;<em>Google Italy S.r.l.</em><a href="#_ftn3"><sup>[3]</sup></a>&nbsp;(Google) eine Geldbuße von 102.084.433,91 Euro wegen Verstoßes gegen Artikel 102 des Vertrags über die Arbeitsweise der Europäischen Union (AEUV) auf dem Markt für Betriebssysteme für&nbsp;<em>smart devices</em>(intelligente Mobilgeräte) verhängt<a href="#_ftn4"><sup>[4]</sup></a>.</p>



<p>Google ist ein wichtiger&nbsp;<em>Global Player</em>&nbsp;in der digitalen Wirtschaft und verfügt über eine sehr bedeutende Finanzkraft. Durch das Android-Betriebssystem und den&nbsp;<em>App-Store Google Play</em>&nbsp;hat Google eine marktbeherrschende Stellung inne, die es ihm ermöglicht, den Zugang von App-Entwicklern zu den Endbenutzern zu kontrollieren<a href="#_ftn5"><sup>[5]</sup></a>. Laut der italienischen Behörde nutzen etwa drei Viertel der&nbsp;<em>Smartphones</em>in Italien das Android-System<a href="#_ftn6"><sup>[6]</sup></a>.</p>



<p>Das von Google aufgebaute Ökosystem für intelligente Mobilgeräte umfasst unter anderem das System Android Auto. Diese Erweiterung ermöglicht die Anzeige auf dem Bildschirm und die Nutzung bestimmter Apps und&nbsp;<em>Smartphone</em>-Funktionen, wie z. B. Anrufe und Nachrichten, über die Bedienelemente des Fahrzeugs und Sprachbefehle, um die Anforderungen an die Sicherheit und die Verringerung von Ablenkungen zu erfüllen. Durch die&nbsp;<em>Google Maps</em>-App hingegen, stellt Google nicht nur statische Informationen über Orte und Wegbeschreibungen zum Erreichen von Zielen zur Verfügung, sondern auch Echtzeitinformationen über Verkehr, Geschäfte und weiter Funktionen in einem bestimmten Gebiet sowie Buchungsdienste durch Vereinbarungen mit Drittanbietern.&nbsp;</p>



<p>Der internationale Energiekonzern&nbsp;<em>Enel</em>&nbsp;ist über die Tochtergesellschaften&nbsp;<em>Enel X Italia S.p.A.</em>&nbsp;(Enel X Italia) und&nbsp;<em>Enel X Mobility S.r.l.</em>(Enel X Mobility) auch im Bereich der Elektromobilität (E-Mobilität) aktiv. Erstere bietet Endkunden Elektromobilitätsdienstleistungen (<em>Mobility Service Provider,&nbsp;</em>MSP) an, während letztere als Ladestellenbetreiber (<em>Charging Point Operator</em>, CPO) agiert. Im 2018 hat Enel X Italia die&nbsp;<em>JuicePass</em>-App<a href="#_ftn7"><sup>[7]</sup></a>&nbsp;(früher als&nbsp;<em>Enel X Recharge&nbsp;</em>bekannt) entwickelt, die verschiedene Auflade-funktionen von Elektrofahrzeugen bietet. Insbesondere bietet die App folgendes: nach einer Ladestation suchen (sowohl die von Enel als auch die von anderen Betreibern, die Vereinbarungen mit Enel unterzeichnet haben), auf Informationen zur Durchführung des Aufladens zugreifen (Art der Steckdose, Status der Steckdose, maximal lieferbare Leistung, Verfügbarkeit der Ladestationen usw.), die Ladestationen buchen, die Routen rechnen, um die Ladestationen zu erreichen und die Aufladung zu starten, beenden, überwachen und bezahlen.</p>



<p>Im selben Jahr hat Enel X Italia Google beantragt eine mit Android Auto kompatible Version der&nbsp;<em>JuicePass</em>-App auf&nbsp;<em>Google Play</em>&nbsp;zu veröffentlichen. Letztere bestreitet jedoch die Veröffentlichung mit der Begründung, dass auf Android Auto nur drei Kategorien von Apps vorhanden sein können, nämlich nur Messaging-, Medien- und Navigations-Apps, d.h. keine Apps die Auflade-funktionen anbieten. Stattdessen schlägt Google alternative Lösungen vor, die sich nicht mit dem Gegenstand des Antrags befassten, sondern lediglich die bereits innerhalb von Google selbst beschlossenen Handlungslinien wiederholten<a href="#_ftn8"><sup>[8]</sup></a>.</p>



<p>Infolgedessen hat die AGCM am 8. Mai 2019 eine Untersuchung eingeleitet<a href="#_ftn9"><sup>[9]</sup></a>, nachdem Enel X Italia ein Bericht vorgelegt hatte.&nbsp;</p>



<p>Wie es aus den Ergebnissen der Wettbewerbsbehörde hervorgeht, hat Google durch die Verweigerung der Interoperabilität von&nbsp;<em>JuicePass</em>-App mit Android Auto auf unfaire Weise den Endnutzern die Möglichkeit eingeschränkt, die Enel X Italia-App beim Fahren und Aufladen eines Elektrofahrzeugs zu verwenden. Google hat folglich die eigene&nbsp;<em>Google Maps</em>-App bevorzugt, die auf Android Auto läuft und funktionale Dienste für das Aufladen von Elektrofahrzeugen ermöglicht. Diese beschränken sich derzeit auf das Finden und Abrufen von Wegbeschreibungen zum Erreichen von Ladestationen, aber in Zukunft könnten sie auch andere Funktionen wie Reservierung und Bezahlung umfassen.&nbsp;</p>



<p>Laut der AGCM sind Android und Google Play unverzichtbare Produkte für App-Entwickler, die das breitere Spektrum der Endnutzer von intelligente Mobilgeräte erreichen möchten, d.h. nicht diejenigen die iOS-basierte intelligente Mobilgeräte verwenden. Die Definition und Bereitstellung von Programmierwerkzeugen für Android Auto-kompatible Apps durch Google ist also eine Voraussetzung dafür, dass Drittentwickler in der Lage sind, Endnutzern Apps anzubieten, die während der Fahrt einfach und sicher genutzt werden können<a href="#_ftn10"><sup>[10]</sup></a>.</p>



<p>Darüber hinaus darf der Entwickler einer App, die während des Fahrens verwendet werden soll, die Interoperabilität mit Android Auto nicht ignorieren, denn fast alle intelligente Mobilgeräte, deren Betriebssystem sich von iOS unterscheidet, benutzen Android und in Italien wird Android auf etwa drei Viertel der&nbsp;<em>Smartphones</em>&nbsp;und der Hälfte der&nbsp;<em>Tablets</em>&nbsp;verwendet<a href="#_ftn11"><sup>[11]</sup></a>. Außerdem ist für den fahrenden Nutzer die modifizierte und vereinfachte Benutzererfahrung über Android Auto nicht durch die reichhaltige Interaktionserfahrung des&nbsp;<em>Smartphones</em>&nbsp;ersetzbar, und Android Auto ist auch nicht durch andere technologische Lösungen für die Nutzung von Apps über Infotainmentsysteme<a href="#_ftn12"><sup>[12]</sup></a>&nbsp;ersetzbar<a href="#_ftn13"><sup>[13]</sup></a>.</p>



<p>Letztendlich hängt die Veröffentlichung einer App auf Android Auto ausschließlich von den geschäftlichen Entscheidungen von Google ab, das die einzige Quelle für Programmiertools für Android Auto ist, während sich der Entwickler an die von Google entwickelte technologische Umgebung nur anpassen kann<a href="#_ftn14"><sup>[14]</sup></a>.</p>



<p>Google hat sich geweigert, die von Enel X Italia entwickelte App auf Android Auto zu veröffentlichen und hat insbesondere nicht die IT-Lösungen implementiert, die die Entwicklung einer Version der App hätten ermöglichen können, die auf Android Auto veröffentlicht oder auf Android Auto ausschließlich mittels Sprachbefehlen verwendet werden kann. Wie es aus den Ergebnissen hervorgeht, ist die Behörde der Auffassung, dass Google sich bei den Kontaktaufnahmen mit Enel X Italia in einer obstruktiven Weise verhielt und überging sowohl die Hauptforderung der Veröffentlichung der App als auch einige weitere Forderungen von Enel X Italia, wie z.B. in Bezug auf das Verfahren zur Überprüfung der Sicherheitsstandards<a href="#_ftn15"><sup>[15]</sup></a>.</p>



<p>Die Verweigerung von Google, die App eines Dritten, d. h. Enel X Italia, die Interoperabilität mit der Android-Auto-Plattform zu gestatten, scheint nach Ansicht der Behörde auf einen ausschließenden Zweck zurückzuführen und zu einer günstigeren Behandlung der eigenen App&nbsp;<em>Google Maps</em><a href="#_ftn16"><sup>[16]</sup></a>. Letztere ist tatsächlich durch ein Wettbewerbsverhältnis (tatsächlicher Wettbewerb, potenzieller Wettbewerb und Wettbewerb für Nutzer und Daten) mit Apps für Auflade-Dienstleistungen verbunden, insbesondere mit der&nbsp;<em>JuicePass</em>-App von Enel X Italia. Darüber hinaus tritt Enel X Italia als bedeutender Akteur im Bereich der E-Mobilität in Italien auf und seine App umfasst im Vergleich zu&nbsp;<em>Google Maps</em>&nbsp;besondere Merkmale<a href="#_ftn17"><sup>[17]</sup></a>.</p>



<p>Das Verhalten von Google hat bereits seit mehr als zwei Jahren nachteilige Auswirkungen in Form einer Verringerung des Angebots und somit einer Einschränkung der Wahlmöglichkeiten der Nutzer, sei effektiv als auch potenziell<a href="#_ftn18"><sup>[18]</sup></a>. In diesem Zusammenhang verweist die AGCM auf das Urteil des Gerichts der Europäischen Union in der Rechtssache T-201/04,&nbsp;<em>Microsoft</em><a href="#_ftn19"><sup>[19]</sup></a>, in dem festgestellt wurde, dass „<em>das gerügte Verhalten das Auftreten eines neuen Produkts auf dem Markt verhindert, ist im Kontext von Art. 82 Abs. 2 Buchst. b EG zu berücksichtigen, der Missbräuche verbietet, die in der Einschränkung der Erzeugung, des Absatzes oder der technischen Entwicklung zum Schaden der Verbraucher bestehen</em>“ und, dass „<em>das Auftreten eines neuen Produkts, kann nicht der einzige Parameter sein, anhand dessen geklärt werden kann, ob eine Weigerung, für ein Recht des geistigen Eigentums eine Lizenz zu erteilen, den Verbrauchern im Sinne von Art. 82 Abs. 2 Buchst. b EG schaden kann. Nach dem Wortlaut dieser Vorschrift kann ein solcher Schaden nicht nur bei einer Einschränkung der Erzeugung oder des Absatzes eintreten, sondern auch dann, wenn die technische Entwicklung eingeschränkt wird“</em><a href="#_ftn20"><sup>[20]</sup></a>.</p>



<p>Ein solches Verhalten ist zudem geeignet, diese Auswirkungen dauerhaft zu machen und damit die Struktur des Marktes zu verändern. Nach der Behörde würde dies zu einer Streuung der Investitionen von Enel X Italia in die Technologie und zum Verlust eines alternativen Geschäftsmodells zu dem von&nbsp;<em>Google Maps</em>&nbsp;führen. All das stellt auch ein Hindernis für die Innovation im Bereich der Dienstleistungen in der E-Mobilität dar, und zwar in einer entscheidenden Phase ihrer Einführung. Infolgedessen könnten sich negative Auswirkungen auf die Verbreitung von Elektrofahrzeugen, auf die Nutzung sauberer Energie und auf den Übergang zu einer umweltverträglicheren Mobilität ergeben.<a href="#_ftn21"><sup>[21]</sup></a>.</p>



<p>Die von Google abgelehnte Veröffentlichung der&nbsp;<em>JuicePass</em>-App scheint nicht objektiv gerechtfertigt zu sein. Diese Schlussfolgerung basiert auf dem Gesamtbild der auf Android Auto verfügbaren Apps, auf den Unternehmensrichtlinien von Google in Bezug auf die Veröffentlichung von Apps auf Android Auto, auf dem Zweck von Android Auto, eine einfache und sichere Nutzung von Apps während des Fahrens zu ermöglichen, und auf den spezifischen Eigenschaften der von Enel X Italia entwickelten App<a href="#_ftn22"><sup>[22]</sup></a>.</p>



<p>Der Ausschluss der Enel X Italia-App von Android Auto könnte, wenn er fortgesetzt würde, die Chancen von Enel X Italia, eine solide Nutzerbasis aufzubauen, in einer Zeit, in der der Verkauf von Elektrofahrzeugen stark wächst, dauerhaft gefährden. Zusätzlich zur Verhängung der Geldbuße, hat die Behörde daher Google angewiesen, Enel X Italia sowie anderen App-Entwicklern Tools für die Programmierung von Apps zur Verfügung zu stellen, die mit Android Auto interoperabel sind, und wird die wirksame und korrekte Umsetzung der auferlegten Verpflichtungen durch einen unabhängigen Sachverständigen überwachen, dem Google die geforderte Zusammenarbeit und Informationen zur Verfügung stellen muss.</p>



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<p class="has-text-align-center"><a href="https://www.dejalex.com/wp-content/uploads/2021/06/Articolo_-Missbrauch-der-marktbeherrschenden-Stellung.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><i  class="x-icon x-icon-download" data-x-icon-s="&#xf019;" aria-hidden="true"></i> Download Article</a></p>



<hr class="wp-block-separator is-style-wide"/>



<p id="_ftn1" style="font-size:10px">[1] <em>Alphabet Inc</em>. ist eine US-amerikanische&nbsp;<em>Holding</em>&nbsp;mit Sitz in&nbsp;<em>Mountain View</em>&nbsp;im&nbsp;<em>Silicon Valley</em>. Sie entstand im 2015 und wurde dabei zur Dachgesellschaft der&nbsp;<em>Google LLC</em>&nbsp;und verschiedener vormaliger Tochtergesellschaften von Google.</p>



<p id="_ftn2" style="font-size:10px">[2] <em>Google LLC</em>&nbsp;ist eines der wichtigsten IT-Unternehmen in den Vereinigten Staaten und eines der größten Unternehmen weltweit. Das multinationale Unternehmen bietet eine breite Palette an internetbezogenen Produkten und Dienstleistungen an, darunter Online-Werbetechnologien, Suchwerkzeuge,&nbsp;<em>Cloud-computing</em>,&nbsp;<em>Software</em>&nbsp;und&nbsp;<em>Hardware</em>.</p>



<p id="_ftn3" style="font-size:10px">[3] <em>Google Italy S.r.l.</em>&nbsp;(Google Italy) ist eine Tochtergesellschaft von Google mit Sitz in Mailand.</p>



<p id="_ftn4" style="font-size:10px">[4] AGCM 27.04.2021, Entscheidung Nr. 29645, Fall A529. Der italienische Text der Entscheidung ist unter folgendem&nbsp;<a href="https://www.agcm.it/dotcmsdoc/allegati-news/A529_chiusura.pdf">LINK</a>&nbsp;abrufbar.&nbsp;</p>



<p id="_ftn5" style="font-size:10px">[5] Siehe Entscheidung der Europäischen Kommission vom 18.07.2018, Fall AT.40099,&nbsp;<em>Google Android</em>.</p>



<p style="font-size:10px">Für weitere Informationen zu dem Fall siehe auch unseren Beitrag in italienischer Sprache, unter folgendem&nbsp;<a href="https://www.lexology.com/library/detail.aspx?g=520dce35-ace9-403e-8c03-3525fbfdde8f">LINK</a>&nbsp;abrufbar.</p>



<p id="_ftn6" style="font-size:10px">[6] Siehe Punkt 39 der Entscheidung.</p>



<p id="_ftn7" style="font-size:10px">[7] Die App ist seit Mai 2018 in den App-Stores von&nbsp;Google&nbsp;(<em>Google Play Store</em>) und&nbsp;Apple&nbsp;(<em>Apple App Store</em>) verfügbar.</p>



<p id="_ftn8" style="font-size:10px">[8] Siehe Punkte 162-199 der Entscheidung.</p>



<p id="_ftn9" style="font-size:10px">[9] AGCM 08.05.2019, Entscheidung Nr. 27771, Fall A529. Der italienische Text der Entscheidung ist unter folgendem&nbsp;<a href="https://www.agcm.it/dotcmsCustom/getDominoAttach?urlStr=192.168.14.10:8080/41256297003874BD/0/9B9C38241DBA0058C125840000581ADF/$File/p27771.pdf">LINK</a>&nbsp;abrufbar.&nbsp;</p>



<p style="font-size:10px">Für weitere Informationen siehe unseren Beitrag in italienischer Sprache, unter folgendem&nbsp;<a href="https://www.dejalex.com/2019/06/lagcm-avvia-unistruttoria-nei-confronti-di-google-per-abuso-di-posizione-dominante-nel-mercato-dei-sistemi-operativi-per-smart-device/?lang=it">LINK</a>&nbsp;abrufbar.</p>



<p id="_ftn10" style="font-size:10px">[10] Siehe Punkte 285-291 der Entscheidung.</p>



<p id="_ftn11" style="font-size:10px">[11] Laut der GlobalStats-Statistik von StatCounter nutzten im Zeitraum von August 2019 bis August 2020 weltweit zwischen 70,7 % und 76,2 % der&nbsp;<em>Smartphones</em>&nbsp;das Android-Betriebssystem. In August 2020 nutzten 41,2% der&nbsp;<em>Tablets</em>&nbsp;das Android-Betriebssystem.&nbsp;</p>



<p style="font-size:10px">Was Italien angeht, in August 2020 nutzten etwa 74,8 % der&nbsp;<em>Smartphones</em>&nbsp;und 49,9 % der&nbsp;<em>Tablets</em>&nbsp;das Android-Betriebssystem.</p>



<p id="_ftn12" style="font-size:10px">[12] Der Begriff Infotainment ist ein Kofferwort aus Information und Entertainment (Unterhaltung). Ein Infotainmentsystem bezeichnet bei Kraftfahrzeugen, speziell PKW, die Zusammenführung von Autoradio, Navigationssystem, Freisprecheinrichtung, Fahrerassistenzsysteme und weiterer Funktionen in einer zentralen Bedieneinheit.</p>



<p id="_ftn13" style="font-size:10px">[13] Siehe Punkte 293-299 der Entscheidung.</p>



<p id="_ftn14" style="font-size:10px">[14] Siehe Punkte 322-327 der Entscheidung.</p>



<p id="_ftn15" style="font-size:10px"> [15] Siehe Punkte 347-369 der Entscheidung.</p>



<p id="_ftn16" style="font-size:10px">[16] Siehe Punkte 370-375 der Entscheidung.</p>



<p id="_ftn17" style="font-size:10px">[17] Siehe Punkte 300-311 der Entscheidung.</p>



<p id="_ftn18" style="font-size:10px">[18] Siehe Punkte 383-386 der Entscheidung.</p>



<p id="_ftn19" style="font-size:10px">[19] Gericht 17.09.2007, Rechtssache T-201/04,&nbsp;<em>Microsoft Corp. gegen Kommission der Europäischen Gemeinschaften</em>.</p>



<p id="_ftn20" style="font-size:10px">[20] Ibid., Punkte 643 und 647.</p>



<p id="_ftn21" style="font-size:10px">[21] Siehe Punkte 387-392 der Entscheidung.</p>



<p id="_ftn22" style="font-size:10px">[22] Siehe Punkte 393-409 der Entscheidung.</p>
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		<title>CODICE UE DELLE COMUNICAZIONI ELETTRONICHE: LA NUOVA NORMATIVA PER UN MERCATO PIÙ ACCESSIBILE E SICURO</title>
		<link>https://www.dejalex.com/2021/04/codice-ue-delle-comunicazioni-elettroniche-la-nuova-normativa-per-un-mercato-piu-accessibile-e-sicuro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[marketude]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Apr 2021 09:11:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Connectivity]]></category>
		<category><![CDATA[EU and Competition]]></category>
		<category><![CDATA[In the Press]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Stillo]]></category>
		<category><![CDATA[Publications]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto A. Jacchia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1" height="1" src="https://www.dejalex.com/wp-content/uploads/2017/03/000000-0.0.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" />[x_icon type="tag"] EU and Competition, Connectivity</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="1" height="1" src="https://www.dejalex.com/wp-content/uploads/2017/03/000000-0.0.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" /><p>Gli Stati Ue avrebbero dovuto recepire il Codice Europeo delle Comunicazioni Elettroniche entro il 21 dicembre 2020, ma lo hanno fatto solo Grecia, Ungheria e Finlandia. Ecco le novità e l’iter del recepimento in Italia</p>
<p>Pubblicato su <a href="https://www.agendadigitale.eu/infrastrutture/codice-ue-delle-comunicazioni-elettroniche-la-nuova-normativa-per-un-mercato-piu-accessibile-e-sicuro/">Agenda Digitale</a></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-20661 size-full" src="https://www.dejalex.com/wp-content/uploads/2021/05/Codice-Ue-delle-comunicazioni-elettroniche-la-nuova-normativa-per-un-mercato-piu-accessibile-e-sicuro-Agenda-Digitale.jpg" alt="" width="595" height="841" srcset="https://www.dejalex.com/wp-content/uploads/2021/05/Codice-Ue-delle-comunicazioni-elettroniche-la-nuova-normativa-per-un-mercato-piu-accessibile-e-sicuro-Agenda-Digitale.jpg 595w, https://www.dejalex.com/wp-content/uploads/2021/05/Codice-Ue-delle-comunicazioni-elettroniche-la-nuova-normativa-per-un-mercato-piu-accessibile-e-sicuro-Agenda-Digitale-212x300.jpg 212w, https://www.dejalex.com/wp-content/uploads/2021/05/Codice-Ue-delle-comunicazioni-elettroniche-la-nuova-normativa-per-un-mercato-piu-accessibile-e-sicuro-Agenda-Digitale-100x141.jpg 100w" sizes="auto, (max-width: 595px) 100vw, 595px" /></p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://www.dejalex.com/wp-content/uploads/2021/05/Codice-Ue-delle-comunicazioni-elettroniche-la-nuova-normativa-per-un-mercato-piu-accessibile-e-sicuro-Agenda-Digitale.pdf" target="_blank" rel="noopener"><i  class="x-icon x-icon-download" data-x-icon-s="&#xf019;" aria-hidden="true"></i> Download Article</a></p>
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		<title>FACEBOOK E (TANTI) ALTRI: FUTURO ANCORA INCERTO PER IL TRASFERIMENTO DEI DATI PERSONALI FUORI UE</title>
		<link>https://www.dejalex.com/2021/02/facebook-e-tanti-altri-futuro-ancora-incerto-per-il-trasferimento-dei-dati-personali-fuori-ue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[marketude]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Feb 2021 15:07:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Connectivity]]></category>
		<category><![CDATA[Data Protection and Cybersecurity]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Stillo]]></category>
		<category><![CDATA[Publications]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto A. Jacchia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1" height="1" src="https://www.dejalex.com/wp-content/uploads/2017/03/000000-0.0.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" />[x_icon type="tag"] Data Protection and Cybersecurity, Connectivity</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="1" height="1" src="https://www.dejalex.com/wp-content/uploads/2017/03/000000-0.0.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" /><p>Più di sei mesi dopo la sentenza “bomba” della Corte di Giustizia dell’Unione Europea (CGUE) del 16 luglio 2020 (la sentenza “Schrems II”, dal nome dell’avvocato austriaco che ha promosso questa (seconda) causa contro Facebook), che ha sancito l’invalidità del regime di trasferimento dei dati personali tra l’Unione Europea e gli Stati Uniti, il cosiddetto Privacy Shield, vi è ancora molta incertezza relativa al trasferimento di dati personali al di fuori dello Spazio Economico Europeo (SEE)&#8230;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-2114 aligncenter" src="https://www.dejalex.com/wp-content/uploads/2021/02/Articolo-Facebook-e-Schrems.jpg" alt="" width="557" height="789" /></p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://www.dejalex.com/wp-content/uploads/2021/02/Articolo-Facebook-e-Schrems.pdf" target="_blank" rel="noopener"><i  class="x-icon x-icon-download" data-x-icon-s="&#xf019;" aria-hidden="true"></i> Download Article</a></p>
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