l Regolamento europeo sull'ecodesign (ESPR), in vigore dal 2024, introduce il divieto di distruzione degli invenduti tessili e delle calzature: dal 19 luglio 2026 per le grandi imprese, dal 2030 per le medie.
Per le aziende della moda e del lusso, questo non è solo un tema di sostenibilità: è una questione contrattuale e operativa concreta, da affrontare subito, con maggiori obblighi di trasparenza e tracciabilità lungo tutto il ciclo di vita del prodotto.
Ma quali sono gli effetti a livello giuridico e organizzativo?
Per le aziende della moda e del lusso, questo non è solo un tema di sostenibilità: è una questione contrattuale e operativa concreta, da affrontare subito, con maggiori obblighi di trasparenza e tracciabilità lungo tutto il ciclo di vita del prodotto.
Ma quali sono gli effetti a livello giuridico e organizzativo?
Secondo Chiara Caliandro, intervistata sul tema da Luxury&Finance, “la gestione di produzione e delle eccedenze assumerà una valenza contrattuale ancora più strategica. Partendo dalla produzione e dagli ordini, i contratti dovranno contenere clausole per ridurre i rischi di sovrapproduzione, con maggiore ricorso a ordini flessibili, minimi garantiti più bassi, produzioni frazionate e clausole di revisione dei volumi.”
La filiera va mappata fin da subito: i nuovi obblighi di trasparenza e tracciabilità espongono a rischi reputazionali.
È quindi fondamentale avviare ora una verifica contrattuale preventiva, senza attendere l’entrata in vigore della norma.
È quindi fondamentale avviare ora una verifica contrattuale preventiva, senza attendere l’entrata in vigore della norma.
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