Nell’articolo a firma di Gaspare Roma, Antonella Terranova e Adriano Garofalo, pubblicato su NT+ Diritto de Il Sole 24 Ore, viene analizzato il recente provvedimento del Garante per la protezione dei dati personali (n. 113/2026), che affronta un caso riguardante una Fondazione, ente di diritto pubblico, e un dirigente licenziato per giusta causa.
Il caso riguarda la pubblicazione, nella sezione “Amministrazione trasparente”, di una delibera relativa al licenziamento del dirigente, comprensiva dei suoi dati personali e liberamente accessibile online.
A seguito del reclamo del lavoratore, il Garante ha riconosciuto la prevalenza del diritto alla privacy rispetto alla trasparenza amministrativa, diversamente da quanto sostenuto dalla Fondazione, che aveva giustificato la pubblicazione richiamando gli obblighi di trasparenza, il ruolo strategico del dirigente e la già avvenuta diffusione della notizia, evidenziando inoltre di aver successivamente oscurato i dati.
Il caso analizzato riporta al centro una domanda cruciale: dove finisce l’obbligo di trasparenza e dove inizia la tutela della privacy?
Ma cosa ha stabilito davvero il Garante per la protezione dei dati personali in questa vicenda?

