Gioco online: il Consiglio di Stato traccia i confini tra tutela della salute e libertà di impresa

team vallettaAntonella Terranova, Diritto amministrativo, regolatorio e appalti pubblici, Ilaria Sgrilli, Nella stampa, Pubblicazioni, Scommesse, e-sport e gaming

La tutela della salute pubblica può giustificare restrizioni al gioco online, ma fino a che punto può limitare la libertà di impresa?

Con la sentenza n. 7220/2026, il Consiglio di Stato ha annullato il divieto assoluto imposto da ADM di mettere a disposizione dei clienti apparecchiature connesse a internet per accedere al gioco online nei punti vendita ricariche (P.V.R.), ritenendolo sproporzionato rispetto all’obiettivo di prevenire la ludopatia.

Restano invece confermati il limite di 100 euro settimanali per le ricariche in contanti o con strumenti assimilabili e il divieto di prelevare dai conti di gioco presso i P.V.R.

La pronuncia richiama un criterio centrale per la regolazione del settore: anche le misure dirette a tutelare la salute devono essere proporzionate, senza comprimere eccessivamente la libertà di impresa attraverso divieti generalizzati e indiscriminati.

In un articolo a firma su Norme & Tributi Plus de Il Sole 24 Ore, Antonella Terranova, Ilaria Sgrilli e Michele De Zio analizzano la decisione e le sue implicazioni per gli operatori del gioco a distanza.

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