Il business travel non è più solo una questione organizzativa: l’aumento della mobilità internazionale e la crescente complessità dei rischi geopolitici, sanitari e sociali rendono centrale la tutela dei lavoratori in trasferta. Il duty of care si consolida così come un vero obbligo giuridico per le imprese, rendendo il Travel Risk Management uno strumento chiave di prevenzione e compliance. In questo scenario, il quadro normativo, dalla ISO 31030:2021 alle recenti linee guida SIML, è in rapida evoluzione, anche se l’adozione di modelli strutturati e documentabili resta ancora limitata.
Come affrontano le imprese italiane il Travel Risk Management?
Come affrontano le imprese italiane il Travel Risk Management?
Gaspare Roma, intervistato da ItaliaOggi sul tema, ha spiegato che "è in ancora in fase di sviluppo: nonostante la pubblicazione delle linee guida della Società italiana di medicina del lavoro (SIML), che hanno recepito la norma ISO 31030:2021, gran parte delle imprese italiane non ha ancora fatto proprie le indicazioni ivi contenute. Questo in quanto il contesto economico italiano è caratterizzato, per la maggior parte, da PMI, le quali, "spaventate" dagli oneri derivanti dalla formalizzazione di strutturate procedure, hanno implementato, solo in parte, dei sistemi per la tutela della salute e sicurezza dei dipendenti durante i viaggi internazionali".
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