A decorrere dal 1° gennaio 2026 è entrata in vigore la Legge n. 199/2026, conosciuta come Legge di Bilancio per il 2026 o Manovra 2026. Il provvedimento ha introdotto – e, in alcuni casi, confermato – diverse misure pensate per sostenere il mondo del lavoro e l’economia. L’obiettivo è duplice: da un lato incentivare le imprese che assumono, dall’altro rafforzare il potere d’acquisto dei cittadini. La legge interviene anche in materia previdenziale e potenzia gli strumenti dedicati alla sicurezza sul lavoro, così da creare un contesto più stabile e tutelato sia per le società sia per i lavoratori.
Bonus mamme
La Manovra 2026 conferma il c.d. bonus mamme, aumentandone l’importo da Euro 40 a Euro 60 al mese, per un totale di Euro 720 annui, che verranno integralmente corrisposti con lo stipendio del mese di dicembre 2026.
Tale somma è totalmente esente da imposte e contributi, non concorrendo alla formazione del reddito, ed è riconosciuta in favore delle lavoratrici madri – dipendenti o autonome – con almeno due figli e un reddito da lavoro non superiore a Euro 40.000.
Il bonus è erogato dall’INPS e spetta (i) in caso di due figli, fino al compimento del decimo anno del secondo figlio e (ii) in caso di tre o più figli, fino al compimento del diciottesimo anno dell’ultimo figlio.
Incentivi alle assunzioni
La Manovra 2026 proroga, altresì, gli incentivi per favorire l’assunzione dei giovani, delle donne e dei dipendenti impiegati nelle aree del Centro-Sud, confermando la possibilità per le imprese di beneficiare del bonus under 35, donne svantaggiate e aree della Zona economica speciale unica del Mezzogiorno (“Zes”).
L’incentivo consiste in un esonero contributivo parziale, per una durata massima di 24 mesi, in favore dei datori di lavoro che assumono – a tempo indeterminato o a tempo determinato con successiva trasformazione del contratto – dipendenti rientranti in una delle categorie anzidette. L’ammontare dell’agevolazione dovrà essere determinato da separato decreto interministeriale.
In aggiunta agli incentivi alle assunzioni, la Manovra 2026 prevede ulteriori misure per promuovere lo sviluppo delle aree della Zes, estendendo e rifinanziando il credito d’imposta, il quale sarà applicabile agli investimenti effettuati dal primo gennaio 2025 al 15 novembre 2028.
Detassazioni ed esoneri fiscali
Con il provvedimento in commento, il Governo mira, altresì, come anticipato, ad aumentare il potere di acquisto dei cittadini, riducendo o eliminando le imposte gravanti sulle somme corrisposte a vario titolo dal datore di lavoro.
In particolare, sono previste le seguenti misure di detassazione: (i) aliquota pari al 5% per gli aumenti contrattuali, (ii) aliquota pari all’1% per i premi di risultato e (iii) aliquota pari al 15% in relazione alle retribuzioni di lavoro notturno e festivo.
Inoltre, a decorrere dal 1° gennaio 2026, è stata incrementata a Euro 10 (prima pari a Euro 8) la soglia di esenzione fiscale per i buoni pasto elettronici, rimanendo, invece, invariata quella dei buoni pasto cartacei (pari a Euro 4).
In altri termini, i buoni pasto elettronici fino a Euro 10 saranno esenti da imposte e contributi.
Rafforzamento della sicurezza sul lavoro
La Legge di Bilancio per il 2026, insieme al nuovo decreto dedicato alla sicurezza sul lavoro – D.L. n. 159/2025 –, introduce un pacchetto di interventi pensato per rafforzare in modo concreto la prevenzione degli incidenti sul lavoro. Le misure spaziano dal potenziamento dei controlli all’introduzione di nuovi obblighi per le imprese.
Tra le novità più rilevanti c’è l’assunzione di 300 nuovi ispettori del lavoro, così da aumentare la capacità di vigilanza sul territorio. Per le imprese che registrano infortuni gravi o mortali viene prevista una sospensione dell’attività per un anno, mentre nei cantieri diventa obbligatoria la registrazione al portale SIISL (Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa) e l’adozione di un badge elettronico per monitorare presenze e accessi.
A partire dal 2026 saranno inoltre stanziati 35 milioni di euro all’anno per finanziare iniziative di sensibilizzazione sulla sicurezza, programmi formativi destinati ai Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza e campagne informative curate dall’INAIL, anche nell’ambito dell’educazione civica nelle scuole.
Il pacchetto di misure comprende anche interventi di sostegno alle famiglie colpite da incidenti sul lavoro, come borse di studio per i figli delle vittime e l’estensione della copertura INAIL agli infortuni che avvengono durante il tragitto nei percorsi di alternanza scuola-lavoro.
Infine, vengono introdotte delle misure premiali per le società che registrano pochi infortuni sul lavoro, consistenti in sconti sui contributi INAIL.
Estensione dell’ambito di applicazione del congedo parentale
La Manovra 2026 interviene anche sul fronte dei congedi parentali, ampliandone l’ambito di applicazione, pur restandone invariata la durata massima complessiva (i.e., dieci mesi, estensibili a undici se il padre ne utilizza almeno tre mesi).
In particolare, a decorrere dal 2026, i lavoratori potranno usufruire del congedo parentale fino al compimento del quattordicesimo anno di vita del figlio.
L’ammontare dell’indennità è fissato nella misura del 30% della retribuzione media giornaliera, che può salire fino all’80% per i primi tre mesi di durata del congedo se utilizzati entro i sei anni del figlio.
Un’ulteriore modifica riguarda i congedi per malattia dei figli di età superiore ai tre anni: il limite annuale per ciascun genitore raddoppia, passando da cinque a dieci giorni, e la possibilità di usufruirne viene estesa ai figli tra gli otto e i quattordici anni. Anche in questo caso, il congedo può essere utilizzato da un solo genitore per ciascun giorno.
Liquidazione anticipata della NASpi
Ai sensi della Legge di Bilancio per il 2026, l’erogazione della NASpi non avverrà più in un’unica soluzione, ma in due rate, di cui la prima pari al 70% dell’intero importo e la seconda pari al restante 30%, da corrispondere al termine della durata della prestazione, e comunque non oltre il termine di 6 mesi dalla data di presentazione della domanda di anticipazione.
L’erogazione della seconda rata è concessa previa verifica della mancata rioccupazione del beneficiario, nonché previa verifica del fatto che il soggetto medesimo non sia titolare di pensione diretta (eccetto l’assegno ordinario di invalidità).
Pensioni: aumento dell’età pensionabile, introduzione del meccanismo di silenzio-assenso per il T.F.R. nonché eliminazione della Quota 103, dell’Opzione donna e del cumulo contributivo
Se da un lato la Manovra 2026 ha introdotto incentivi volti a favorire l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro, dall’altro sono state adottate misure che paiono andare in direzione opposta, rendendo più complesso l’accesso ai sistemi pensionistici e ai percorsi di uscita anticipata dal lavoro per i lavoratori over 60.
Infatti, è previsto un aumento – seppur lieve – dell’età necessaria al fine di beneficiare della pensione di vecchiaia.
Ciò è stato previsto con l’obiettivo di allineare gradualmente i requisiti anagrafici per l’accesso al sistema pensionistico all’allungamento dell’aspettativa di vita.
In particolare, per l’accesso alla pensione di vecchiaia, fermi restando i 20 anni di versamento dei contributi:
- a decorrere dal 2027, sarà necessario raggiungere l’età di 67 anni e un mese (non essendo più sufficiente il mero compimento dell’età di 67 anni); e
- a decorrere del 2028, sarà necessario raggiungere l’età di 67 anni e tre mesi.
Inoltre, la Manovra 2026 non ha rinnovato la Quota 103 – che permetteva l’accesso anticipato alla pensione all’età di 62 anni e con 41 anni di contributi – né l’Opzione Donna – che consentiva il ritiro dal lavoro alle lavoratrici madri con 61 anni di età e 35 anni di contributi – e ha eliminato il c.d. cumulo contributivo, i.e., la possibilità di cumulare i contributi versati all’INPS con quelli destinati ai fondi pensione. Al contrario, è stata confermata – con proroga sino al 31 dicembre 2026 – l’applicazione dell’APE sociale nella versione prevista dalla Legge di Bilancio per il 2025.
Infine, tra le novità più rilevanti in materia pensionistica si segnala l’introduzione del meccanismo di silenzio-assenso con riferimento all’accantonamento del T.F.R.: a decorrere dal 1° luglio 2026, il T.F.R. sarà automaticamente destinato ai fondi di previdenza integrativa, salvo che il lavoratore non manifesti espressamente una diversa scelta entro 60 giorni dall’assunzione.
Conclusioni
In conclusione, la Manovra 2026 punta a rilanciare il mercato del lavoro rafforzando i redditi, favorendo l’ingresso dei giovani e sostenendo la produttività delle imprese, attraverso un equilibrio tra riduzione fiscale e incentivi alle assunzioni. Una strategia che conferma la volontà del Governo – come evidenziato dai documenti ministeriali – di sostenere i redditi più bassi e il lavoro dipendente, ponendo al centro il ceto medio.

