EU SPACE ACT. LE PROPOSTE DELLA COMMISSIONE

team vallettaDiritto Europeo e della Concorrenza, Marco Stillo, Prospettive, Pubblicazioni, Roberto A. Jacchia

Il 25 giugno 2025 la Commissione ha avviato due iniziative volte a rendere lo spazio europeo più pulito, sicuro e competitivo nonché ad affrontare l’evoluzione dell’economia spaziale globale e le sfide poste dalla concorrenza internazionale e dalle tensioni geopolitiche. L’EU Space Act[1] trova la sua ratio nel fatto che le disparità negli approcci nazionali alla protezione della sicurezza, della resilienza e della sostenibilità ambientale delle infrastrutture spaziali possono impattare negativamente sulla fornitura di dati e servizi di settore nell’Unione, ciò che, a sua volta, potrebbe influire sulla competitività dell’industria spaziale europea e sul funzionamento delle operazioni transfrontaliere. La Proposta mira a sostenere lo sviluppo e il funzionamento del mercato interno per il settore spaziale istituendo un quadro giuridico comune per la fornitura di dati e servizi da parte degli operatori europei, garantendo la tracciabilità degli oggetti spaziali, migliorando la sicurezza delle attività e creando un quadro di valutazione dei rischi adeguato alle esigenze specifiche di sicurezza informatica delle infrastrutture. Al fine di fornire servizi spaziali[2], gli operatori europei dovranno ottenere un’autorizzazione dall’autorità competente dello Stato Membro in cui sono stabiliti e da quella dello Stato Membro in cui intendono operare o, rispettivamente, effettuare il lancio[3]. La domanda di autorizzazione deve contenere un fascicolo tecnico con tutta la documentazione e le prove a sostegno per dimostrare la conformità ai requisiti stabiliti nella Proposta, e il richiedente dovrà indicare all’autorità competente quali organismi qualificati per le attività spaziali intende utilizzare per la loro valutazione tecnica[4]. Analogamente, qualora intenda svolgere una missione spaziale che comporti il lancio di una costellazione di satelliti[5], l’operatore deve presentare all’autorità competente una domanda di autorizzazione unica che copra il lancio e il funzionamento di tutti i satelliti che fanno parte della costellazione[6], a condizione che tutti quelli che si prevede di lanciare nell’ambito della rispettiva missione siano identici e svolgano gli stessi compiti, e che il loro lancio sia previsto con lo stesso veicolo[7] e dallo stesso sito[8]. La Proposta, inoltre, prevede obblighi diversi in materia di sicurezza, resilienza e sostenibilità ambientale a seconda che si tratti di operatori di lancio[9] o di veicoli spaziali[10].  Gli operatori spaziali europei, infine, dovranno, tra le altre cose, i) adottare tutte le misure necessarie a gestire i rischi per la sicurezza dei sistemi informativi e di rete e la sicurezza delle infrastrutture fisiche e dell’ambiente, tenendo conto del loro profilo di rischio e delle loro dimensioni nonché del carattere, della portata e della complessità delle loro attività , ii) individuare e valutare, in modo continuativo, tutte le fonti di rischio, riesaminando periodicamente i rischi individuati, iii) stabilire, mantenere e aggiornare politiche globali per la classificazione e la gestione delle informazioni e delle risorse delle infrastrutture spaziali[11], e iv) attuare la gestione e il controllo dei diritti di accesso attraverso protocolli di gestione dell’identità e dell’accesso. La Proposta prevede che l’Agenzia dell’Unione Europea per il programma spaziale (European Union Agency for the Space Programme, EUSPA)[12], i cui compiti sono stati ampliati per sostenere ed assistere la Commissione nelle attività di autorizzazione e vigilanza relative agli operatori spaziali europei che gestiscono risorse di proprietà dell’Unione[13], istituirà il registro dell’Unione degli oggetti spaziali (Union Register of Space Objects, URSO) ai fini della registrazione degli operatori spaziali europei autorizzati, di quelli incaricati dell’esecuzione o del funzionamento della rispettiva componente del programma dell’Unione, di quelli di Stati terzi per i quali è stata adottata una decisione di registrazione nonché delle organizzazioni internazionali[14]. Una volta completata la registrazione nell’URSO, l’EUSPA rilascerà un certificato elettronico (c.d. “e-certificate“) ai fornitori di servizi spaziali, che individuerà la missione o le missioni e l’oggetto o gli oggetti che hanno generato i dati spaziali o che hanno consentito la fornitura di servizi spaziali attestandone la conformità alla Proposta[15]. Gli operatori spaziali di Stati terzi che siano registrati nell’URSO, e che siano in possesso del certificato elettronico, saranno autorizzati a fornire servizi spaziali agli operatori europei e in relazione alle risorse di proprietà dell’Unione e a quelle governative e non[16]. Tali operatori saranno quindi vincolati al rispetto delle prescrizioni applicabili agli operatori europei nonché agli obblighi specifici previsti dalla Proposta[17], e dovranno designare per iscritto una o più persone giuridiche in uno degli Stati Membri affinché agiscano in veste di loro rappresentante legale nell’Unione[18]. Ciascuno Stato Membro dovrà designare o istituire un’autorità pubblica che agisca in qualità di autorità competente, responsabile delle attività di autorizzazione e vigilanza in relazione agli operatori spaziali europei nonché di qualsiasi attività di vigilanza del mercato necessaria per salvaguardare l’uso dei dati spaziali in conformità alla Proposta[19]. Gli Stati Membri, inoltre, dovranno stabilire sanzioni effettive, proporzionate e dissuasive da irrogare in caso di violazione della Proposta, e dovranno notificarle alla Commissione senza ritardo[20]. Gli Stati Membri, infine, dovranno notificare alla Commissione tutti gli organismi tecnici qualificati designati per le attività spaziali stabilite sul loro territorio[21], che dovranno ottemperare alle prescrizioni dell’Allegato IX della Proposta[22]. Al fine di ottenere la designazione di organismo tecnico qualificato, qualora intenda effettuare valutazioni tecniche in relazione ad una o più questioni previste dalla Proposta, un soggetto interessato dovrà presentare una domanda all’autorità competente dello Stato Membro in cui è stabilito[23]. La Visione per l’economia spaziale europea[24], invece, sottolinea che dopo essere stata a lungo all’avanguardia nella tecnologia satellitare e spaziale nonostante finanziamenti molto inferiori rispetto agli Stati Uniti e alla Cina, negli ultimi anni l’Unione ha perso la sua leadership nel mercato dei vettori commerciali e delle comunicazioni satellitari a causa della crescente concorrenza globale e delle nuove dinamiche di mercato. L’Unione, tuttavia, possiede strutture di ricerca di livello mondiale, forti capacità industriali e una notevole forza lavoro. La Proposta, pertanto, mira a fornire una visione che consenta all’Unione di posizionarsi come leader nell’economia spaziale globale entro il 2050, sfruttando le tecnologie e i servizi sulla terra e nello spazio e rafforzando la sua competitività, resilienza, sicurezza e autonomia. Più particolarmente, la Proposta si basa su sei elementi costitutivi. In primo luogo, la Proposta mira a creare un mercato unico dell’Unione per lo spazio, che integri lo EU Space Act come base generale, consentendo alle imprese di operare senza soluzione di continuità e in modo più efficiente a livello transfrontaliero. A tale scopo, la graduale integrazione degli Stati candidati nelle pertinenti politiche europee dovrebbe essere incoraggiata, in quanto il loro allineamento alle norme digitali, industriali e di sicurezza li rende partner preziosi per ampliare la portata del mercato e la base di innovazione dell’Unione. Gli Stati Membri, inoltre, dovrebbero attuare un approccio coordinato alla spesa pubblica, aggregando la domanda e gli investimenti per realizzare economie di scala e rafforzare l’autonomia, sicurezza e resilienza nello spazio dell’Unione. In secondo luogo, la Proposta evidenzia l’importanza della ricerca e dell’innovazione nel promuovere lo sviluppo di nuove tecnologie, servizi e applicazioni spaziali. Di conseguenza, è necessario un approccio più ambizioso per convertire le innovazioni in capacità di prossima generazione e rafforzare la competitività industriale dell’Unione nei mercati globali, combinando iniziative mirate con strumenti aperti ed utilizzando modelli di finanziamento quali sovvenzioni, investimenti, appalti e premi, di modo da garantire l’autonomia nella prossima generazione di capacità e servizi spaziali. In terzo luogo, la Proposta ribadisce come sia essenziale che la base industriale europea raggiunga dimensioni critiche per poter competere con gli altri attori internazionali che beneficiano di un volume notevolmente maggiore di investimenti pubblici, di modo da consentire all’Unione di preservare, garantire e rafforzare ulteriormente la capacità di livello mondiale dell’Europa di concepire, sviluppare, lanciare, gestire e sfruttare sistemi spaziali. A tale scopo, l’Unione deve garantire un livello adeguato di accesso alle tecnologie spaziali critiche quali componenti, apparecchiature e sistemi elettrici, elettronici ed elettromeccanici, condizione preliminare sia per il funzionamento dinamico del settore sia per la riuscita delle missioni spaziali dell’Unione, in particolare di quelle aventi una dimensione di sicurezza. In quarto luogo, spetterà all’Unione sostenere la commercializzazione della propria industria spaziale, in quanto la sua competitività sta perdendo terreno rispetto a quella dei competitors a livello globale. A tale fine, la Proposta suggerisce di sfruttare il ruolo fondamentale che possono svolgere le start-up, le PMI e le imprese a media capitalizzazione, in quanto questi attori sono altamente dinamici e portano sul mercato prodotti innovativi e competitivi, riducendo allo stesso tempo i costi. In questo modo, l’ecosistema spaziale dell’Unione potrebbe diventare più dinamico ed efficiente e disporre di condizioni quadro adeguate a creare incentivi commerciali alla progettazione, alla produzione e alla gestione di infrastrutture e servizi, ciò che, a sua volta, potrebbe portare ad una migliore collaborazione tra attori consolidati e nuovi. In quinto luogo, attraverso i vertici bilaterali e i dialoghi sullo spazio, la Commissione proporrà misure di sviluppo delle capacità alle nazioni spaziali emergenti che diffondono le norme tecniche dell’Unione nonché l’interoperabilità dei suoi sistemi a livello mondiale. La cooperazione internazionale, infatti, può agevolare e promuovere le azioni necessarie per sostenere la competitività del settore spaziale dell’Unione, creando al contempo un’opportunità per estendere le relazioni commerciali durature ad altri settori economici e sviluppare affinità politiche più strategiche. L’Unione, infine, svilupperà competenze e analisi specifiche per settore e darà priorità alla creazione, all’attrazione e al mantenimento dei migliori talenti, offrendo percorsi professionali appetibili e opportunità di crescita nonché sostenendo programmi di riqualificazione. Una forza lavoro qualificata, infatti, costituisce un fattore fondamentale ai fini di una fiorente economia spaziale, promuovendo l’innovazione e il progresso in un settore in rapida evoluzione ed esigente dal punto di vista tecnico. Seguendo la procedura legislativa ordinaria, l’EU Space Act sarà ora oggetto di negoziati in seno al Parlamento Europeo e al Consiglio. Nel frattempo, la Commissione attuerà le azioni previste nella Visione per l’economia spaziale europea in collaborazione con i partner dell’Unione.

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[1] Com. Comm. COM(2025) 335 final del 25.06.2025, Proposta di Regolamento del Parlamento Europeo e del Consiglio sulla sicurezza, la resilienza e la sostenibilità delle attività spaziali dell’Unione.[2] Per “servizi spaziali” si intendono i) il funzionamento e il controllo di un oggetto spaziale, ii) la prestazione di servizi di lancio, nonché di servizi di gestione e manutenzione di siti di lancio, iii) uno qualsiasi dei servizi forniti da un fornitore primario di dati spaziali, iv) i servizi e le operazioni nello spazio, e v) i servizi relativi alla prevenzione delle collisioni. [3] Si veda l’articolo 6 della Proposta. [4] Si veda l’articolo 7 della Proposta. [5] Per “costellazione” si intende un gruppo di oggetti spaziali costituito da un minimo di 10 e un massimo di 99 veicoli spaziali operativi, che collaborano a una missione spaziale comune, in base a un piano di spiegamento orbitale predefinito. [6] Si veda l’articolo 9 della Proposta. [7] Per “veicolo di lancio” si intende il sistema, facente parte del segmento spaziale, progettato per trasportare uno o più oggetti spaziali nello spazio extra-atmosferico. [8] Per “sito di lancio” si intende il sito sulla terra, facente parte del segmento terrestre dell’infrastruttura spaziale, dal quale avviene il lancio di un oggetto spaziale. [9] Si vedano gli articoli 58-61 della Proposta. [10] Si vedano gli articoli 62-74 della Proposta. [11] Per “infrastruttura spaziale” si intendono tutte le risorse o gli insiemi di risorse, i sistemi e sottosistemi o relative parti utilizzati per svolgere attività spaziali, attraverso l’interazione e il funzionamento dei segmenti terrestri, spaziali e di collegamento. [12] Per ulteriori informazioni si veda il seguente LINK. [13] Si veda l’articolo 40 della Proposta. [14] Si veda l’articolo 24 della Proposta. [15] Si veda l’articolo 25 della Proposta. [16] Si veda l’articolo 14 della Proposta. [17] Si veda l’articolo 15 della Proposta. [18] Si veda l’articolo 23 della Proposta. [19] Si vedano gli articoli 29-30 della Proposta. [20] Si veda l’articolo 31 della Proposta. [21] Si veda l’articolo 33 della Proposta. [22] Si veda l’articolo 35 della Proposta. [23] Si veda l’articolo 34 della Proposta. [24] Com. Comm. COM(2025) 336 final del 25.06.2025, Una visione per l’economia spaziale europea.